Sicilia – Prova su beccacce
LE BECCACCE DEI PELORITANI
“Tanto tuonò che piovve”, così, il filosofo greco Socrate esclamò ironicamente, quando sua moglie Santippe, dopo un forte litigio, gli rovesciò addosso un secchio d’acqua, un evento che il filosofo aveva previsto, come il tuono preannuncia la pioggia. Il modo di dire, diventato ormai un proverbio italiano, significa che dopo molti segnali, minacce o avvertimenti, l’evento atteso o temuto alla fine si verifica, indicando anche ostinazione o insistenza per il suo compimento.
È con questa premessa che mi piacerebbe raccontare i due giorni di prove su beccacce che si sono svolti sui monti Peloritani, nella provincia di Messina, nei giorni 3 e 4 gennaio 2026. Passando da una zona boschiva che si affaccia sul Tirreno a un’altra che, come per magia, volge lo sguardo allo Stretto e al mar Ionio, come a voler dire alle nostre amate beccacce che qualsiasi sia il panorama da loro preferito, noi ci saremo.
Sono giorni frenetici e di ansia quelli che precedono l’apertura delle iscrizioni. Dopo aver ottenuto le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della prova, ci si mette in moto. Comincio così a telefonare e invitare tutti gli amici cinofili, sia in Sicilia che nella vicina Calabria, molti sono entusiasti dell’iniziativa e danno da subito la propria disponibilità, altri, visto anche il periodo a cavallo delle festività, temporeggiano, nella speranza di riuscire ad esserci. Alla fine, molti di loro saranno presenti e permetteranno di formare due batterie complete, una di inglesi e una di continentali, per ognuna delle due giornate.
Nel frattempo comincio i censimenti, riuscendo a rilevare una discreta presenza di scolopacidi. Sono fiducioso sebbene i terreni non siano facilissimi, ergo, se i cani riusciranno a disimpegnarsi agevolmente, il loro valore verrà sicuramente riconosciuto dagli esperti giudici.
Arriviamo così alla vigilia della prova, le notizie relative alla presenza delle beccacce scaldano i cuori dei partecipanti, curiosi di confrontarsi su questi nuovi terreni. Le prove su beccacce mancano dalla provincia di Messina dai tempi delle prove a Cesarò, sulla dorsale dei Nebrodi, oggi diventato il sogno di ogni cinofilo beccacciaio.
Si parte il 3 gennaio, le previsioni danno vento da sud e temperature gradevoli, alla batteria degli inglesi toccano le zone “Locanda” e “Castanea”, giudici La Barbera e Aquino con il sottoscritto come accompagnatore, ai continentali tocca la zona “Salice”, giudice Milazzo e accompagnatrice Paola Mezzasalma, la mia compagna, di fondamentale aiuto. La prova scorre serenamente anche grazie alle notizie che arrivano dalla batteria dei continentali, dove subito si incontra e si sfrutta a dovere ogni possibilità concessa. Qui abbiamo un lotto di cani magistralmente dressati e condotti da Leo Scarpinati, frusta sopraffina per questo tipo di prove. Al contrario, nella batteria degli inglesi si fa fatica ad incontrare, nei turni di chiamata, una sola beccaccia vista, cattivissima ed inavvicinabile, solo il pointer Artù di Roccaforte condotto da Giammanco, vecchio lupo delle prove su beccacce e coturnici, riesce ad individuarla per ben tre volte senza che la maliarda si palesi ai giudici. Decidiamo così di spostarci in un’altra zona dove poter svolgere gli ultimi turni ed eventuali richiami. Qui le pendenze si ammorbidiscono e proprio in zona “Cesarini”, il veterano Lem delle Milizie condotto da Lino Cannella, riesce a bloccare e risolvere una beccaccia che in precedenza aveva fatto tribolare nuovamente Artù di Giammanco, portato al richiamo anch’esso.
Si conclude così la prima giornata, negli inglesi vince la batteria con il 1° ECC CAC Lem delle Milizie di Cannella mentre nei continentali avremo 3 cani in classifica: 1° ECC CAC Betha di San Fiorano (Kurzhaar), 2° ECC ris. CAC Finn (Bracco francese) e 3° ECC Herik di San Fiorano (Kurzhaar) tutti condotti da Leo Scarpinati.
La mattina del 4 gennaio i venti da sud soffiano più forti e violenti rispetto al giorno precedente, vengono invertiti i terreni assegnati alle rispettive batterie, i giudici sono La Barbera e Milazzo per gli inglesi e Aquino per i continentali, invariati gli accompagnatori delle batterie ai quali si aggiunge la presenza della presidentessa regionale ANLC Marisa Calafiura e del suo compagno Salvo.
Rispetto al primo giorno, oggi non ho dovuto aspettare troppo per vedere il primo cane a punto, infatti al 3° turno, Cross dei Monti Cerdesi, condotto dall’amico Pasquale Alaimo va a bloccare una beccaccia che risolve perfettamente e che mi permette pure di registrarne la risoluzione del punto. Subito dopo tocca al veterano Lem delle Milizie che, dopo essersi disteso bene, va a bloccare una beccaccia (molto probabilmente la stessa del turno precedente), questa, restia all’involo, costringe all’errore conduttore e cane, ergo, niente punto e addio sogni di gloria. La batteria scorre ma nessun altra beccaccia viene incontrata dai cani, tuttavia, ne involo una io lungo il bordo della strada nel tentativo di andare a chiamare un concorrente, vedi tu la sfortuna!
Dall’altro lato, nella batteria dei continentali, la vecchia volpe Scarpinati ha tre cani a punto anche oggi, pareggiando i conti con il giorno precedente. La classifica sarà la seguente, batteria inglesi: 1° ECC CAC Cross dei Monti cerdesi (setter inglese) di Alaimo; Batteria continentali: 1° ECC CAC Lampo (Spinone), 2° ECC Gilda di Monte Barbaro (Epagneul breton), 3° ECC Finn (Bracco Francese) tutti condotti da Leo Scarpinati.
Alla luce dei risultati dei due giorni risulteranno vincitori dei trofei “TRINACRIAE”, messi in palio dall’ANLC Sicilia, i seguenti soggetti:
Miglior soggetto inglese: Cross dei Monti cerdesi – Setter inglese – prop. e cond. Alaimo;
Miglior soggetto continentale: Finn – Bracco francese – prop. Palazzo, cond. Scarpinati;
Miglior Kurzhaar: Betha di San Fiorano – prop. Vitaliti, cond. Scarpinati;
Stanchi ma soddisfatti ci dirigiamo verso il caseificio Zaiti, luogo scelto per le premiazioni e per gustare le numerose prelibatezze casearie messe a disposizione dalla segreteria regionale dell’ANLC, fondamentali per recuperare tutte le energie profuse in questi giorni da concorrenti, giudici e accompagnatori.
Nella speranza che il tempo a disposizione possa permetterci di migliorare l’organizzazione e la gestione della prova in previsione del prossimo anno, prendiamo atto della soddisfazione dei giudici e dei concorrenti per lo svolgimento di questa prima edizione del trofeo TRINACRIAE ANLC, consci che bisogna ancora fare tanto per raggiungere il livello di tappe storiche della cinofilia siciliana a beccacce, lavorare in quella direzione resta il nostro obiettivo, per il bene della selezione zootecnica e della cinofilia siciliana.
Vito Vitaliti








