Senato, oggi di scena la modifica alla legge 157/92
A meno che non intervenga l’ennesimo imprevisto e imprevedibile stop, oggi in Senato si dovrebbe tornare a discutere della tanto attesa (e ormai indispensabile) riforma della legge sulla caccia, la famosa e, per noi della Libera Caccia, famigerata legge vecchia di un quarto di secolo e che deve fare i conti con una situazione ambientale e faunistica profondamente diversa da quella degli anni ’90.
La sfida, ancora una volta, è fra il rigoroso e scientifico disegno di legge approntato dal governo e il muro di slogan allarmistici fatto di menzogne, banalità e lughi comuni privi di ogni fondamento che vanno dal Far West venatorio alla caccia tutto l’anno; dall’aumento delle specie cacciabili all’attività venatoria svolta in mezzo agli ombrelloni. Una sequenza di idiozie senza capo né coda che servono solamente a terrorizzare l’opinione pubblica.
Solamente una visione ideologica e talebana dell’animalismo può continuare a negare come molte spece di fauna selvatica – molto spesso alloctone e immesse scriteriatamente sul territorio (e nelle acque) italiane – stiano rappresentando un pericolo concreto e crescente per la salute pubblica, per l’industria suinicola (PSA), per l’incolumità pubblica (incidenti stradali mortali) e per la biodiversità che tutti, ma solo a parole, vorrebbero difendere.
L’unico, vero “stravolgimento” previsto nel disegno di legge di modifica è l’aggiunta di una parola che tutto il mondo considera indispensabile ma che agli animalisti italici fa venire l’orticaria: Gestione!
Vi aggiorneremo in tempo reale sugli sviluppi dei lavori odierni.
Roma, 17 giugno 2026
IL PRESIDENTE
Paolo Sparvoli








