Mercoledì 17 giugno, una giornata memorabile

Comunque finisca questa storia tutta italiana della modifica di una legge vecchia e assolutamente inadeguata all’attuale situazione ambientale e faunistica, ci sono da fare alcune importantissime considerazioni.
Innanzitutto, la coraggiosa, convinta e compatta tenuta della maggioranza che ha respinto al mittente una sciagurata e immotivata richiesta dell’opposizione di buttare nel cestino della carta straccia il disegno di legge di modifica della legge 157/92. Il tutto alla faccia del dibattito democratico così frequentemente invocato.
In secondo luogo, quella che ha sorpreso e indignato i cacciatori italiani, che sono legittimamente e convintamente elettori del PD, è stata la firma apposta sulla richiesta proprio dalla segretaria Elly Schlein a fianco di quelle di Bonelli, Fratoianni e Conte che sono storicamente gli irriducibili avversari politici e ideologici della caccia e dei cacciatori italiani.
All’origine di questo clamoroso voltafaccia ci potrebbe essere la rincorsa ad un ruolo di prestigio all’interno del famoso “Campo progressista” in vista delle prossime elezioni politiche. Ma mentre è altamente improbabile che il PD riesca a rosicchiare qualche voto animalista e anticaccia ad AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), è invece credibile che molti cacciatori italiani (primi fra tutti quelli appartenenti ad una forte consorella) si ricorderanno di questo gravissimo e inaspettato tradimento e trasformeranno l’incomprensibile decisione della Schlein in un doloroso boomerang.
Un boomerang che un partito progressista con profonde radici popolari non meritava di certo, scivolando sul sentiero del fanatismo ideologico antidemocratico che caratterizza il fondamentalismo animalista.
D’altra parte, basta guardare lo sparuto gruppetto di dimostranti (quasi tutti della LAV) per comprendere che, forse, qualcuno si sta finalmente rendendo conto che anche in Italia è ora di introdurre il fondamentale concetto scientifico della Gestione.
Perché un conto è il buonismo ideologico e sdolcinato delle favolette animaliste e un conto sono gli enormi danni all’agricoltura, gli incidenti stradali mortali e gli irreversibili danni arrecati alla biodiversità dalle abnormi popolazioni di alcune specie di fauna selvatica.
Detto questo, noi della Libera Caccia ringraziamo ancora il Governo e tutta la maggioranza per il lavoro fin qui compiuto incitandoli a proseguire fino in fondo, non tanto a difesa della caccia ma dell’intero ambientalismo nazionale che non può essere schiavo di una distorta visione animalista.

Roma, 17 giugno 2026

IL PRESIDENTE
Paolo Sparvoli

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