È ora di dare a Cesare quello che è di Cesare

Sono anni che l’ISPRA sta facendo il bello e il cattivo tempo in tema di caccia, spesso non prendendo in alcuna considerazione dati provenienti da altri organismi scientifici e senza produrre studi autonomi. Basti pensare che l’ultima stima sulla popolazione del lupo in Italia risale a quasi sei anni fa e ad oggi non si hanno nemmeno proiezioni scientifiche attendibili.
Ebbene, è tempo che dopo la sua ricostituzione, il Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale faccia sentire, forte e chiara, la sua autorevolissima voce in materia di gestione faunistica e di politica venatoria, ridimensionando il ruolo di strapotere dell’Istituto come, peraltro, già confermato dal Consiglio di Stato.
L’ISPRA, infatti, ha dimostrato da tempo di essere fin troppo asservito alle pressioni di una certa politica, ideologicamente avversa all’attività venatoria, e sempre pronta ad inasprire regolamenti e calendari.
L’istituto fa parte del CTFVN ed è al suo interno che deve operare in maniera trasparente, collaborativa e il più possibile tecnico-scientifica, senza pontificare e senza dettare dogmi.

Roma, 3 febbraio 2026

IL PRESIDENTE
Paolo Sparvoli

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