{"id":11548,"date":"2026-11-06T13:04:21","date_gmt":"2026-11-06T12:04:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.anlc.it\/?p=11548"},"modified":"2026-11-06T13:04:22","modified_gmt":"2026-11-06T12:04:22","slug":"lombardia-oltre-il-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anlc.it\/?p=11548","title":{"rendered":"Lombardia &#8211; Oltre il buio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Oltre il Buio: quando il carniere prevale sull\u2019etica, la tecnologia per la visione notturna minaccia l&#8217;essenza della caccia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progresso tecnologico preme con forza sul settore venatorio, ma l&#8217;impressione \u00e8 che, pi\u00f9 che un\u2019innovazione delle pratiche, si tratti di una sollecitazione costante ai portafogli degli appassionati. Se in molti ambiti l&#8217;innovazione migliora l\u2019efficienza del lavoro, l\u2019introduzione di visori notturni e ottiche termiche nella caccia ordinaria solleva dubbi profondi etici e gestionali. Non \u00e8 solo una questione di legalit\u00e0, visto che tra le modifiche della 157\/92 potremmo trovarci lo sdoganamento per una visione termica e\/o notturna nella caccia di selezione a 360 gradi: \u00e8 una riflessione che tocca l&#8217;essenza stessa dell&#8217;attivit\u00e0 venatoria, l\u2019etica e l&#8217;equilibrio biologico. In Italia, il quadro normativo \u00e8 netto. Nel momento in cui si scrive la Legge 157\/92 non lascia spazio a interpretazioni creative: l\u2019uso di strumenti per la visione notturna e termica montati sulle armi \u00e8 vietato. L\u2019unica eccezione riguarda il prelievo selettivo del cinghiale nelle forme previste dalla legge, dove \u00e8 consentito l&#8217;impiego di dispositivi di puntamento digitale, per implementare il prelievo in contrasto alla PSA. Sorge per\u00f2 una domanda spontanea: questi dispositivi possono essere usati durante l\u2019attivit\u00e0 venatoria se svincolati dall\u2019arma? Essendo, di fatto, binocoli ad alta tecnologia, la loro vendita, il loro possesso e l\u2019utilizzo non \u00e8 attualmente vietato. Tuttavia, la vera discriminante nell\u2019utilizzo risiede nelle circostanze di tempo e di luogo. Trovarsi in piena notte in una area vietata alla caccia con un fucile nel fodero e un visore termico in mano configura una condotta dove l&#8217;intento illegale \u00e8 mal celato. \u00c8 inoltre fondamentale distinguere tra attivit\u00e0 venatoria e attivit\u00e0 di controllo faunistico. La prima \u00e8 una passione ben regolamentata; la seconda \u00e8 un intervento tecnico necessario per gestire emergenze (esuberi di cinghiali, nutrie o altre specie invasive). Solo in quest\u2019ultimo caso, sotto lo stretto coordinamento delle autorit\u00e0, il visore diventa uno strumento di lavoro. Confondere i due ambiti significa ignorare il principio di legalit\u00e0 che sostiene la caccia stessa. L\u2019attivit\u00e0 venatoria nella sua essenza si distingue dal mero abbattimento per il principio della fair chase, un equilibrio che si regge sulle naturali capacit\u00e0 di difesa del selvatico. Oggi per\u00f2 il buio, il bosco e i cespugli non sono pi\u00f9 rifugi inviolabili. La tecnologia penetra invisibilmente l&#8217;oscurit\u00e0 e la vegetazione, annullando l\u2019unica tregua concessa a molte specie. Neutralizzare questo vantaggio con un sensore termico trasforma il prelievo in una procedura meccanica, un game. Lo stesso accade quando la tecnologia svela ci\u00f2 che dovrebbe restare nascosto nell&#8217;erba alta o nelle zone di rimessa dove gli animali cercano protezione. La capacit\u00e0 di leggere le tracce, l&#8217;attesa al crepuscolo e la conoscenza del territorio vengono cos\u00ec sostituite dalla fredda nitidezza di uno schermo digitale; pi\u00f9 sar\u00e0 ad alta definizione pi\u00f9 metter\u00e0 in mostra le capacit\u00e0 economiche del cacciatore ma di certo non la sua preparazione. Si perde cos\u00ec l\u2019aspetto ancestrale e culturale della caccia, riducendo l\u2019esperienza a un successo garantito dall\u2019ausilio tecnico. Uno dei rischi pi\u00f9 sottovalutati riguarda l\u2019identificazione del capo: anche la tecnologia pi\u00f9 avanzata presenta limiti nel distinguere con certezza le classi d\u2019et\u00e0, rendendo il prelievo selettivo una scommessa pericolosa. Inoltre, la pressione venatoria costante priva la fauna di ogni &#8220;zona franca&#8221;, condannando le popolazioni a uno stress cronico che ne altera i ritmi biologici. Non a caso la caccia \u00e8 sempre stata vietata nelle ore notturne. L&#8217;oscurit\u00e0 e la fitta vegetazione devono rimanere un limite invalicabile per il cacciatore etico. Superare quel confine non significa evolversi, ma rinunciare ai valori che rendono la caccia una disciplina nobile. Troppi ancora oggi misurano la propria bravura sul numero di capi abbattuti, in una competizione egoistica cacciatori che ignora la qualit\u00e0 dell\u2019azione. Per capire la fragilit\u00e0 del nostro domani, basta leggere questo racconto. C\u2019era una volta una famiglia di lupi che rimase isolata su un\u2019isola abitata da una popolazione di cervi. I lupi, seguendo il loro istinto, iniziarono a cacciare senza sosta. Non si fermavano con la saziet\u00e0: ubbidivano all&#8217;impulso naturale di procacciarsi il massimo cibo possibile. Ma l\u2019isola era piccola e priva di rifugi adeguati. In breve tempo, i lupi uccisero l\u2019ultimo cervo. Esaurite le carcasse, tentarono invano di nutrirsi di erba, per poi volgersi l&#8217;uno contro l&#8217;altro. L&#8217;ultimo lupo mor\u00ec di fame nel silenzio di un&#8217;isola deserta.<br>Il lupo ha agito secondo natura, incapace di autocontrollo. Il cacciatore \u00e8 come il lupo? Cosa possiamo fare per evitare che il mondo venatorio faccia la stessa fine? La risposta \u00e8 nella consapevolezza. La fauna selvatica \u00e8 una risorsa fragile e complessa. A differenza del lupo, guidato dal mero istinto, l&#8217;uomo ha il potere di correggere quella tendenza innata che lo spinge a cercare sempre il &#8220;massimo vantaggio con il minimo sforzo&#8221;.<br>Per chi scrive, la vera rivoluzione non \u00e8 prelevare di pi\u00f9, ma prelevare meglio. Limitare l\u2019uso della tecnologia non deve essere solo un\u2019imposizione legislativa, ma una presa di coscienza: la dignit\u00e0 e la qualit\u00e0 del cacciatore risiedono nel rispetto del limite, non nel suo superamento.<br><br>Dott. Carlo COLOMBO<br>Master in Amministrazione e Gestione della Fauna Selvatica C\u00e0 Foscari<br>Presidente Regionale ANLC LOMBARDIA<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!selectors.core.file.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/www.anlc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Lombardia_Oltre-il-buio_6nov2026.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di Lombardia_Oltre-il-buio_6nov2026.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-65e20acd-b031-4edb-a638-d57a93f11917\" href=\"https:\/\/www.anlc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Lombardia_Oltre-il-buio_6nov2026.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lombardia_Oltre-il-buio_6nov2026<\/a><a href=\"https:\/\/www.anlc.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Lombardia_Oltre-il-buio_6nov2026.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-65e20acd-b031-4edb-a638-d57a93f11917\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre il Buio: quando il carniere prevale sull\u2019etica, la tecnologia per la visione notturna minaccia l&#8217;essenza della caccia? 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