Libro degli Ospiti


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  1. 726
    M.olina ha scritto:

    Piemonte. Dopo quattro sentenze del TAR favorevoli ai cacciatori per quanto riguarda le specie cacciabili , l ultima delle quali riammette undici specie all attività venatoria, sembra quasi sicuro che la Regione tenterà ancora una volta di varare una norma restrittiva al riguardo, con relative spese e probabili ennesime spese di giudizio… (Pagate con fondi pubblici….?). Di certo che se tale impegno fosse profuso in altri ambiti regionali ( agricoltura ? Sanità? Assistenza?) potremmo essere ,di sicuro , una regione modello …..

  2. 725
    Francesco Paolo Totaro ha scritto:

    Approvato Calendario Venatorio Regione Puglia.

  3. 724
    massimo ha scritto:

    Dubbio: ma sarà del tutto vero che i delegati piemontesi al Assemblea nazionale di quest’anno sono stati individuati secondo la norma statutaria ? Ai posteri (?) l’ardua sentenza….(?)

  4. 723
    Alberto ha scritto:

    PIEMONTE
    Normative ATC Contatti
    15 Giugno 2016
    LE STRANE DOMANDE DELLA REGIONE A ATC E CA
    È di ieri una comunicazione indirizzata ad ATC e CA piemontesi dalla segreteria del “Settore conservazione e gestione della fauna selvatica e acquacoltura” della Regione.
    Nella missiva, avente ad oggetto “spese per la manifestazione di Federcaccia del 10 giugno u.s.”, si legge testualmente: “…al fine di corrispondere ad una analoga richiesta degli Organi istituzionali regionali si chiede di comunicare se questo ATC/CA ha sostenuto spese per i mezzi di trasporto o altro per la manifestazione di Federcaccia del 10 giugno…”
    Come Federcaccia Piemonte non possiamo che restarne sconcertati, ma alcune precisazioni ed osservazioni sono doverose.
    Per prima cosa la manifestazione è stata organizzata da cinque differenti associazioni venatorie riconosciute ai sensi della l.157/92, e non dalla sola Federcaccia.
    Quel giorno migliaia di cacciatori sono civilmente scesi in piazza, esasperati dal comportamento della Regione che altro non fa che penalizzarne l’attività, con divieti e limitazioni uniche in tutt’Italia; in quelle stesse ore poi veniva depositato l’ennesimo ricorso al Tar, il quarto in venti mesi, dopo che le precedenti vittorie erano state vanificate dalla cocciutaggine della politica piemontese. Si caccia per passione, o per tradizione, ma lo si fa in primo luogo perché lo consentono le leggi dello Stato, quelle dell’Europa, forsanche quelle divine, non ravvisando noi nei testi sacri nulla che osti alla pratica venatoria.
    Detto questo il diritto di manifestare, così come quello di associazione, non dipende da noi, non ce siamo appropriati in maniera proditoria, ma nemmeno esso è frutto di una…concessione regionale, trovando invece saldissimo fondamento nei principi della Costituzione Italiana.
    ATC e CA gestiscono e programmano sul territorio l’attività faunistico-venatoria, e la l.157/92 assegna loro precisi compiti, delegandone alla conduzione rappresentanze ben diversificate, provenienti dal mondo venatorio, agricolo, ambientalista e quello degli enti locali. Pare dunque sia massima la possibilità d’esplicare attraverso questo strumento, che ora Regione Piemonte vorrebbe stravolgere, il controllo della fauna selvatica nel pieno rispetto di ambiente e biodiversità.
    ATC e CA sono finanziati e sostenuti da soldi e prestazione d’opera gratuite fornite dai cacciatori (basti qui solo pensare ai censimenti di fauna ungulata e avifauna alpina), si alimentano dunque con contributi privati e non con fondi pubblici, e sebbene ricevano, sempre quando ciò avviene, fondi di funzionalità, sono comunque strutture associative di diritto privato pur se di pubblico interesse.
    La stessa Regione Piemonte regolamenta la possibilità di contenzioso a lei avverso, escludendo che questo possa avvenire con fondi istituzionali; noi tutti però sappiamo bene da dove arrivino le risorse di ATC e CA.
    Ci penseranno dunque i singoli ATC e CA ha fornire alla Regione risposta al quesito, ciò non di meno pare a noi che quest’iniziativa, singolare per tempismo, tenda più che altro ad…intimidirne l’azione, dovendo ATC e CA in primis garantire l’esercizio dell’attività venatoria, e dunque tutelare gli interessi dei cacciatori loro associati.
    La manifestazione del 10 giugno, voluta da cinque diverse associazioni venatorie, capaci assieme di rappresentare quasi il 90% dei cacciatori piemontesi, andava in quella direzione, e dunque a noi sembra molto grave e pretestuoso che Regione Piemonte assuma nei loro confronti tali iniziative.
    Forse sarebbe ora che la questione “caccia piemontese” abbandonasse le aule di via Alfieri e corso Stati Uniti, e venisse portata all’attenzione di organi ed enti superiori, finanche quelli europei, là dove si regolamenta la misura di una zucchina o un cetriolo, e nulla si dice sulle continue violazioni alla legalità nei confronti di un’attività antica e nobile qual è la caccia.  (Federcaccia Piemonte)

  5. 722
    massimo ha scritto:

    Piemonte. Credo sia l’unico posto al mondo dove sia necessario ricorrere al Tribunale Amministrativo per far applicare una legge dello Stato…… (Lex 157). A quando il ricorso per viaggiare su di una strada pubblica rurale, come verosimilmente previsto dalla Costituzione?

  6. 721
    M.olina ha scritto:

    Piemonte. Finalmente è partito il ricorso al TAR contro il calendario venatorio regionale e relative modifiche associate (integrazione e allegato A) 2016. È’ emblematico il numero di enti e associazioni che hanno aderito e che per la prima volta il Calendario Venatorio sia stato impugnato dai cacciatori per la reintroduzione della legge 157 in Piemonte nella sua integrità . Ora la palla e al TAR. Mentre per quanto riguarda la Lex reg. 32 , che impedisce il transito e il parcheggio nelle aree rurali, limitando caccia, raccolte, pesca, addestramento cani, ecc tutto ancora tace…..

  7. 720
    massimo ha scritto:

    Piemonte. E’ emblematico che nel documento n.719 non si faccia menzione della parola Piemonte, quasi come dire che di Regione, per antonomasia, ve ne è una sola….purtroppo per chi ha questo “imprinting” di Regioni in Italia ve ne sono diverse e la Lex “quadro” 157 vale per tutte, come valgono tutte le sue prescrizioni, specie per l’unica Regione, il Piemonte, in cui venne abrogata la legge sulla caccia e di fatto procede con: Calendari venatori, Integrazioni ai Calendari venatori, Allegati ai Calendari venatori……Addirittura nella stesso testo normativo !

  8. 719
    Alberto ha scritto:

    CACCIA PASSIONE
    I CACCIATORI, IL MONDO AGRICOLO E GLI ENTI LOCALI CHIEDONO RISPETTO.
    La manifestazione-richiesta di incontro svoltasi Giovedì 5 Maggio scorso sotto l’assessorato regionale all’Agricoltura e alla Caccia, nonostante fosse stata promossa da alcuni CA e ATC solo pochi giorni prima è stata un vero successo.
    Più di 300 persone fra cacciatori, Sindaci, esponenti delle associazioni agricole hanno ritenuto opportuno essere sotto la regione per chiedere il rispetto dovuto.
    Quando si vuole stravolgere la modalità di gestione di CA e ATC (ma anche quando si levano specie dal calendario, si riducono tempi e carniere) i soggetti direttamente interessati – i cacciatori- dovrebbero essere ascoltati.
    E’ stata, dopo dieci anni dalla manifestazione del 2006, la prima volta che il mondo venatorio si è fatto sentire. Un primo passo verso altre iniziative decise con più tempo a disposizione per garantire un’informazione più capillare. E’ l’unica strada che ci può consentire di tutelare la nostra passione.
    Quindi a tutti i partecipanti il mio più sentito grazie!
    ( Gianluca Vignale)
    VI INOLTRO IL REPORT FRA REGIONE E MANIFESTANTI DA ME RICEVUTO .
    L’incontro con il Dr. DePaoli, il Dr. Di Bisceglie (Direttore e Dirigente del Settyore Caccia) ed il Segretario dell’Ass.Ferrero (impegnato fuori sede per impegni istituzionali), si è svolto con la presenza di una delegazione prescelta al momento, rappresentativa di tutti gli Enti che a norma di legge fanno parte dei Comitati di gestione dei CA ed ATC.
    La delegazione coordinata dallo scrivente Sindaco di Sauze d’Oulx nonché Presidente uscente del C.A. TO2, dopo una premessa di carattere normativo e politico ove si contestava in primis l’utilizzo della legge regionale Finanziaria, per inserire un articolo che da pieno mandato e poteri all’organo esecutivo Regionale per procedere, ad accorpamenti, proseguiva tramite ogni intervenuto ( Sindaci, Rappresentati ass.Venatorie, rappresentanti
    Ass agricole, presidenti di CA e di ATC o loro delegati, rappresentanti ass.ambientaliste) a sottolineare il mancato coinvolgimento in un dibattito critico nelle scelte che la Regione intenderebbe attuare sui territori.
    Le riunioni svoltesi con i presidenti dei comitati di gestione, infatti, sono state occasione per prendere atto delle decisioni della Regione e non per concordarle dopo un’esame critico dei fatti e proposte.
    Si è sottolineato l’assoluto mancato confronto con gli enti locali, titolari della Governance del territorio (Comuni ed Unioni di Comuni), e con le singole associazioni delle varie categorie. I convenuti hanno fatto ben presente, che la proposta Regionale NON COMPORTA ALCUNA DIMINUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA , ma anzi, aumenterebbe i costi relativi ai rimborsi spese chilometriche
    Dei partecipanti ai comitati di gestione vista l’estensione territoriale dell’organo gestionale. Prendasi ad esempio il paventato accorpamento dei CATO2 e CATO3 con membri che potrebbero arrivare dalla Val Sangone e….da Sestriere! Sono stati fatti presente, i problemi connessi alla stesura di DUE BILANCI e della competenza ed impegno che sarebbe richiesto all’unico Presidente di due territori accorpati, così eterogenei e distanti sia dal punto di vista venatorio, che ambientale, sociale e, per quel che riguarda i territori montani Olimpici, dal punto di vista turistico. E’ stato fatto presente come ATC e CA, nell’attuale assetto, abbiano sempre svolto un lavoro eccellente sotto tutti i punti di vista, e lo snaturarli imponendo nuove regole e metodologie di gestione, andrebbe a DISTRUGGERE il lavoro fatto e costruito in tanti anni di lavoro GRATUITO.
    Gli enti locali han fatto presente la loro grande preoccupazione per quel che riguardano gli aspetti fiscali e di responsabilità di un’eventuale nuova forma amministrativa, del futuro dei beni immobili di proprietà
    Degli attuali CA ed ATC, dei mezzi di proprietà, e soprattutto del personale degli Enti attuali e della loro futura rilocalizzazione.
    A fronte della motivazione, esternata in passato dalla Regione, di voler accorpare anche per ridurre il numero di Presidenti con cui doversi confrontare, è stato proposto che ogni Provincia, nomini tra tutti i Presidenti di CA ed ATC, un coordinatore unico provinciale con cui la Regione potrebbe facilmente confrontarsi.
    Si è quindi chiesto che la Regione non assuma alcuna delibera di accorpamento, se non dopo aver coinvolto la 3° commissione consigliare regionale competente in materia venatoria, commissione in cui si richiede una serie di pubbliche audizioni cui possano intervenire i soggetti deputati alla gestione dei CA ed ATC e dopo che le varie associazioni abbiano potuto confrontarsi, in un dibattito critico, con l’Assessorato Regionale competente.
    Era presente, al termine del nostro atto di presenza davanti all’Assessorato Regionale Agricoltura, la troupe del TG3. Nel ringraziarVi tutti, per essere intervenuti oggi ed anche in passato, anche con lettere, delibere, atti formali, son certo che comunque oggi sia stato un vero successo. Spero ed auspico che la Regione abbia un forte ripensamento sul tema accorpamenti,
    ed invece mantenga l’attuale status quo, che per anni è stato punto di eccellenza nella gestione non solo venatoria del territorio.
    In tutti i casi….CI ABBIAMO PROVATO!!
    Termino ringraziando personalmente i Consiglieri Regionali Vignale e Porchietto, il cui aiuto e vicinanza sono stati determinanti .
    Mauro Meneguzzi
    Sindaco di Sauze d’Oulx
    Presidente CA TO2 Alta Valle di Susa

  9. 718
    Mario ha scritto:

    Alcune puntualizzazioni sulla questione lupo nell’arco alpino.
    Il giorno 22 gennaio presso il Centro incontri della Provincia di Cuneo sono stati presentati i risultati del Progetto LIFE WOLFALPS di fronte ad una nutrita presenza di operatori , comprese delegazioni delle sei nazioni che condividono l’arco alpino.
    In tale incontro sono stati presentati i dati emersi dal censimento 2014/2015 sul Lupo nell’arco alpino italiano. Tale censimento ha evidenziato la presenza di 23 branchi di lupi, di cui 14 branchi in provincia di Cuneo, 7 branchi nella provincia di Torino, 1 branco in Valle d’Aosta, 1 branco sui monti Lessini, più altri 3-5 lupi per tutto il rimanente arco alpino. In totale sarebbero dunque presenti circa 150 lupi, di cui la maggioranza sarebbe concentrata nel cunese. Secondo lo studio non risulterebbero invece presenti lupi in provincia di Alessandria, come pure in Liguria, sebbene siano ampiamente confinanti con la provincia di Cuneo. Mentre per quel che riguarda il VCO e Novara sussistono notevoli dubbi sull’assenza del canide, viste anche alcune evidenze fotografiche nel novarese (lupo in transito ?). Del resto tutti sappiamo come sia difficile l’individuazione dei lupi in aree forestali.
    Che comunque le popolazioni di lupi siano variabili, secondo detto studio potrebbe essere dovuto sia dagli incidenti stradali, che alle armi da fuoco, ma, forse principalmente, alle centinaia di bocconi avvelenati sparsi sul terreno! Che, come dice lo studio, molto frequentemente colpiscono animali domestici !
    La conclusione di questo lavoro è stata di ribadire la protezione totale del lupo, affiancata però, per la prima volta, dalla possibilità di una sua “gestione”. Tale gestione dovrà tuttavia essere convalidata dall’Unione Zoologica Italiana e successivamente esaminata, caso per caso, da Regione, poi ISPRA e poi Ministero dell’Ambiente…..quali saranno i tempi delle varie approvazioni, rilevazioni e studi non osiamo nemmeno pensarlo! (Come pure i relativi costi…! ) Nel frattempo ci è giunta notizia (Le Chasseur Francais di febbraio 2016) riguardante la “regolazione” del lupo in Norvegia, dove su di una popolazione, in tutta la Norvegia, di una trentina di lupi ben 16 saranno abbattibili dal1 ottobre 2015. Considerato che l’area montagnosa della provincia di Cuneo è di circa 3.500-4000 Kmq, mentre la Norvegia presenta un’estensione complessiva di 385.190 Kmq (con un rapporto di circa 1/100) mentre il rapporto fra i lupi è di 3-4 /1, certamente si manifestano elementi che inducono ad una qualche riflessione sulla densità “sostenibile” dei lupi e sull’efficacia di un’attività di gestione burocratizzata all’estremo.

  10. 717
    massimo ha scritto:

    Piemonte. Forse siamo un pò noiosi nei ripetuti commenti, ma quello che accade da noi un giorno potrbbe accadere anche in altre Regioni ! Estote parati! Abbiamo iniziato a valutare il nuovo Calendario Venatorio. Cosa non facile in quanto lo stesso si compone di tre documenti diversi: Il Calendario Venatorio, l’ Integrazione al calendario venatorio e l’allegato A. In tutto dodici pagine ! Da una prima lettura filologica, sembra addirittura, che sia stato composto da tre autori diversi e, probabilmente, all’insaputa uno dell’altro. Da ridere per non piangere ! Ora attendiamo l’operativa presa di posizione da parte dei nostri dirigenti Regionali e, ( perchè no?), da quelli nazionali……siamo iscritti all’ANLC (sindacato dei cacciatori!) anche noi.

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