Meteo

Lazio - Al peggio non c’è mai fine

22 Luglio 2018 (10:57) in Dalle Regioni | Stampa Stampa

Al peggio non c’è mai fine in questa Regione

La Libera Caccia Regionale Lazio esprime tutto il proprio dissenso al calendario venatorio regionale pubblicato oggi.
Tutte le richieste formulate e documentate fornite dalle Associazioni Venatorie non sono state minimamente recepite.
Fatto ancor più grave che i cacciatori laziali vengono privati, rispetto ai colleghi delle altre regioni dell’Italia centrale, delle giornate di preapertura.
Un calendario questo che non soddisfa il mondo venatorio laziale ed in particolare i Liberi cacciatori.
L’incapacità gestionale e amministrativa della Regione ed in particolare dell’Assessorato all’agricoltura e ambiente hanno ingessato tutta l’attività agricola e venatoria vedi la “famosa” delibera sui membri di comitati di gestione degli ATC che approvano ma non pubblicano per paura di ritorsioni da parte di chi tiene in vita questa giunta regionale.
Ancora una volta tutte le promesse elettorali del Presidente Zingaretti sono state disattese.
Alla luce di tutto questo è necessaria una profonda riflessione per il futuro.
Come Associazione Nazionale Libera Caccia manifesteremo tutto il nostro dissenso in ogni modo e in ogni sede!
Se la Regione non intende rivedere e concertare insieme al mondo agricolo e venatorio quanto scelleratamente deciso organizzeremo una grande mobilitazione dei cacciatori per far valere ancora una volta i nostri diritti!

PRESIDENTE REGIONALE LAZIO ANLC
ALFIO GUARNIERI

2 commenti

  • Il 23.07.2018 16:58, Angelo Barcherini ha scritto:

    LETTERA APERTA Alla Regione Lazio - Assessorato Agricoltura
    (in qualità di proponente il Calendario)
    PEC (agricoltura@regione.lazio.legalmail.it)

    e p.c. (e-mail)

    Al Sen. Francesco Bruzzone
    (francesco.bruzzone@senato.it)

    Alla Redazione del Quotidiano “Il Tempo”
    ( redazione.web@iltempo.it)

    Alla Redazione del Corriere di Viterbo
    (viterbo.web@gruppocorriere.it)

    Alla Redazione di BigHunter.it
    (sito web)

    Alla Federazione Italiana della Caccia Lazio
    (fidc@fidc.it)

    All’Ente Produttori Selvaggina Lazio
    (lazio@epsitalia.net)

    All’Enalcaccia Lazio
    (enalcaccia.marsella@libero.it)

    All’Arci Caccia Lazio
    (arcicaccialazio@arcicaccianazionale.it)

    All’A.N.L.C. (Roma e Viterbo)
    (anlc.roma@alice.it e segr.vt@tiscali.it)

    All’Italcaccia Lazio
    (italacccia@virgilio.it)

    All’A.N.U.U. Migratoristi Lazio
    (anuulazio@inwind.it)

    All’Ente Nazionale Cinofilia Italiana - Roma
    (enciroma@enci.it)

    Oggetto: Calendario Venatorio Lazio 2018/2019.

    Nel territorio regionale sarà necessaria la licenza di……”porto di cane” !

    Il giorno 19 u.s. avete pubblicato sul BURL il calendario venatorio in oggetto. A parte la mancata previsione dell’apertura in deroga ad alcune specie di selvaggina migratoria (evidente frutto del connubio contro natura Zingaretti/5 Stelle) - relativamente alla quale avete evidentemente tenuto conto, senza averla VISTA (tra i tanti visto, considerato, avuto riguardo…

    in esso contenuti nel decreto non c’é alcun riferimento ad essa) della nota del 03.07.2018 con la quale il Ministero dell’Ambiente (presieduto da Sergio Costa, 5 stelle) senza fondate motivazioni (vedasi interrogazione parlamentare del Sen. Francesco Bruzzone - Lega - del 18.07.2018) - ha raccomandato alle Regioni di non consentire l’apertura anticipata “in deroga” alla Tortora fatto che meriterebbe una specifica e approfondita riflessione (a proposito nel “contratto di governo” è prevista una guerra alla caccia?); a parte ciò leggendo l’allegato I al Decreto mi è saltato agli occhi il comma 4 dell’art. 5.
    Tale comma recita: “Dal 16 settembre 2018 al 31 gennaio 2019 è vietato l’addestramento o comunque l’uso del cane, nelle giornate in cui il conduttore non è in esercizio venatorio e nelle giornate di martedì e venerdì di ciascuna settimana. L’attività è invece consentita qualora il conduttore annoti la giornata di caccia sul tesserino venatorio.”
    (Da un controllo effettuato ho constatato che analoga limitazione che non avevo notato, era contenuta, per la prima volta, anche nel calendario venatorio 2017/2018 - errare é umano, perseverare…..).

    In sintesi tale comma comporterebbe:
    • l’impossibilità per coloro che non sono in possesso di Licenza di porto di fucile per uso caccia o che per qualche motivo (lavoro, salute, situazione economica, ecc.) non l’hanno rinnovato (il tesserino venatorio viene rilasciato annualmente soltanto a chi è in possesso di Licenza in corso di validità ed in regola con i versamenti annuali) di condurre “lecitamente” in tale periodo cani con attitudine alla caccia sul territorio regionale (ove non sussistano limitazioni o divieti di caccia);
    • l’obbligo per coloro che sono in possesso del tesserino di annotare ad ogni uscita , anche senza fucile, la giornata come se fosse di caccia (a riduzione delle 3 giornate settimanali di caccia ammesse).
    Da notare che, per quanto stabilito dal comma 1 dello stesso articolo 5, chiunque - nel periodo di caccia chiusa - dal 19 agosto 13 settembre 2018 può addestrare ed allenare cani anche per 5 giornate alla settimana (sempre escluse le giornate di martedì e venerdì).

    Ve lo immaginate un addetto alla vigilanza venatoria che dovesse constatare un’infrazione al suddetto comma 4 a un conduttore di cani non in possesso del tesserino (o che dichiarasse di non esserne in possesso) cosa dovrebbe scrivere nel verbale:
    • Porto abusivo di cane ?
    • Porto di cane senza licenza ?

    A parte la ridicolaggine e assurdità tale norma, che non sembra confortata da alcun articolo di legge con particolare riferimento alla L. 157/92 (legge venatoria nazionale) alla L.R.L. 17/95 (analoga legge regionale), costituisce limitazione alle libertà personali dell’individuo; é appena il caso di far notare che, da una ricerca sui calendari venatori delle altre regioni, non sono riuscito a trovare alcuna restrizione simile.

    Viene quindi da domandarsi: qual’é lo scopo di detta norma (redatta probabilmente da un burocrate anticaccia) se non quello di porre un’ulteriore restrizione ed indispettire e scoraggiare i cacciatori residenti nel Lazio rendendo sempre più difficoltoso e complicato l’esercizio dell’attività venatoria.

    Non riesco inoltre a capire come mai nessuno dei rappresentanti delle Associazioni Venatorie o dell’ENCI chiamati a partecipare al Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale in sede di esame del “progetto di calendario” non abbia segnalato la questione e, ove l’avesse/ro fatto, come mai i funzionari addetti e quindi il firmatario del calendario non si sia reso conto della segnalata “castroneria” che pur ha sottoscritto.

    La questione sembrerà di scarsa importanza ma é sintomatica della situazione dei cacciatori Laziali, sempre nel centro del mirino, colpevoli del “peccato originale” unicamente per essere residenti nella regione “Capitale”.

    Distinti saluti.

    Civita Castellana il 23 Luglio 2018

    Angelo Barcherini

    • Il 09.08.2018 16:58, Alberto ha scritto:

      Il Consiglio dei ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale sulla caccia, contestando due norme secondarie, una delle quali caldeggiata in Consiglio regionale da una componente del governo nazionale. Lo rende noto l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero. «Si tratta di due punti secondari, su cui avevamo dato disponibilità al confronto per eventuali modifiche - aggiunge -, ma il governo ha voluto arrivare all’impugnativa, rendendo impossibile un dialogo istituzionale che consideriamo sempre positivo, al di là delle divisioni partitiche». «L’impugnativa comunque conferma la bontà della legge piemontese sulla caccia, non essendo stati messi in discussione i punti cardine - precisa Ferrero -: le specie non cacciabili, la riorganizzazione di Atc e Ca e le relative incompatibilità, le domeniche di settembre chiuse all’attività venatoria, la possibilità di cacciare le specie dannose sui propri terreni. Tutti elementi che stanno trovando concreta attuazione sul territorio piemontese e da cui troviamo conforto sulla bontà del lavoro svolto»
      Soddisfazione della Lega per la decisione del Cdm

      Il senatore Giorgio Maria Bergesio e il deputato Flavio Gastaldi, entrambi Lega, esprimono invece soddisfazione per la decisione del Cdm: “Bene ha fatto il Consiglio dei Ministri ad adottare questa misura. Più volte la Lega in Piemonte ha evidenziato le proprie perplessità sul provvedimento del Consiglio regionale, che presentava numerose parti in contrasto con la normativa nazionale come il divieto di caccia nelle domeniche di settembre e l’incremento delle specie non cacciabili. Una legge regionale sbagliata, quella approvata dal centro-sinistra piemontese, che penalizzava categorie importanti del territorio: ora, in attesa di ulteriori sviluppi, la Regione Piemonte non applichi questa norma e si attenga alle leggi nazionali”.

      (Obbligatorio)
      (Obbligatoria, non verrà pubblicata)
      Utenti online
      » Articoli: 2,365 - Pagine: 189 - Commenti: 5,107 - Commentatori: 974 «
      ♠ © 2013 A.N.L.C.   Tema ANLC® (4.0) di Kiele™ ♥