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I cacciatori chiedono solo due piccoli regali

22 Dicembre 2017 (13:34) in Dal Presidente | Stampa Stampa

Visti gli ultimi avvenimenti sulla scena venatoria (e politica) italiana, per queste festività natalizie vorremmo solo due piccoli regali sotto l’albero.
Il primo, lo chiediamo a tutti gli amici dell’associazionismo venatorio che hanno stipulato un patto di ferro (?) con Legambiente, pensando che da questa specie di Santa Alleanza la caccia italiana avrebbe ricevuto concreti vantaggi.
Il regalo consisterebbe in un semplicissimo comunicato, di sole tre righe, in grado di raccontarci cosa ci potremmo aspettare dalla ex presidente di Legambiente, Rossella Muroni, una volta che fosse eletta nelle fila della Cosa Rossa di Pietro Grasso, Liberi e Uguali, insieme ai verdi di Bonelli, agli ecologisti ultraortodossi di Sel e, soprattutto, insieme a quel “signore” di Stefano Apuzzo che ha avuto il buon gusto di commentare così la morte di un suo avversario politico: "L’ex ministro dell’Ambiente Altero Matteoli? Un uomo di merda mort e bbuon! Un ignorante di rara fattura".
Il secondo regalo lo chiediamo, invece, proprio agli amici di Federcaccia e Arcicaccia che, sempre in tre righe, ci dovrebbero spiegare che fine ha fatto la tanto sbandierata “vicinanza” del PD dopo che lo stesso ha pensato bene di ritirare i due emendamenti che modificavano l’art.12 e l’art. 19 della legge 157/92 in merito alla gestione faunistica. Una decisione che, manco a dirlo, è stata accolta con grande soddisfazione da tutto lo schieramento anticaccia.
Chiedere è lecito ma siccome a Babbo Natale non ci crediamo più da un pezzo, è certo che sotto l’albero non ci saranno i due pacchetti per noi.

Roma, 22 dicembre 2017
 

Il presidente
Paolo Sparvoli

6 commenti

  • Il 27.01.2018 14:33, antonio ha scritto:

    Caro Presidente,ancora una volta parli troppo e fai poco,non sarebbe meglio parlare di problemi venatori e non di politica ? Forse pero’ da politicante quale sei stato cerchi di risalire la china e rientrare sfruttando la caccia. Vergognati e pensa un poco a noi. Cacciatoriveri

    • Il 30.01.2018 19:10, fabrizio ha scritto:

      Caro Presidente ho visto pubblicato la foto che è in compagnia della Lorenzin in veste privata (si vede un divano)quindi se ne deduce che nn è una consultazione di tutte le forze politiche. vengo al punto se lei appoggia il partito stia pur certo che mi do da fare per disfare i circoli che abbiamo fatto con fatica,ho sempre sbandierato che la libera caccia è l unica ass. ven. apolitica. grazie e la saluto

      • Il 05.02.2018 22:11, Mauro ha scritto:

        Buonasera a tutti. Sono un socio Libera Caccia da anni, chiedo cortesemente a tutti i lettori di indicarmi quale partito è favorevole alla caccia. Destra sinistra ???
        Forse solo la Lega o Fratelli d’Italia. Aspetto delucidazioni. Non sottovalutiamo il nostro voto di cacciatori, di persone oneste di brave persone.

        • Il 06.02.2018 13:05, Alberto ha scritto:

          Commento di un socio libera caccia,
          Io credo che la caccia sia solo una questione politica, in quanto, la maggior parte delle persone, in regione o al governo, che dovrebbero tutelare i nostri diritti, in campagna non sono mai stati e non hanno mai imbracciato un fucile.
          Quindi il loro scopo è mantenere solo la loro poltrona e assicurarsi dei guadagni che non gli sono dovuti.
          Siamo diventati solo burocrazia, leggi, disegni di legge, leggi abrogate, ISPRA, ricorsi al TAR, corte Costituzionale e tante altre cose che fondamentalmente ancora non hanno dato delle certezza di quello che sarà la caccia in Piemonte e in ITALIA.
          Anche quest’anno, i cacciatori piemontesi sono stati i più restrittivi in tutto, per periodo di caccia e specie cacciabili, ma noi cosa siamo, persone diverse dalle altre?, da una regione all’altra le cose cambiano e per noi sempre in negativo.
          Un piccolo esempio, in Basilicata sono state prorogate le date di chiusura dell’attività venatoria per la specie beccaccia, tordo bottaccio, tordo sassello e cesena, la beccaccia dal 31.12.2017 al 20.01.2018 ed il resto dal 20.01.2018 al 31.01.2018.
          L’ufficio Forestale e tutela del territorio del Dipartimento Politiche e Agricole, ha sottolineato che tale decisione non produrrà “ALCUNA SIGNIFICATIVA ALTERAZIONE SULL’ANDAMENTO RIPRODUTTIVO EMIGRATORIO DELLE SPECIE INTERESSATE”.
          Ma perché noi in Piemonte siamo diversi dalla Basilicata? o da altre regioni?
          Io credo che i diversi siano proprio quelli seduti in regione e che pensano solo ai loro interessi e ribadisco che di campagna e di come si tenga un’arma in mano non ne capiscano nulla.
          Non so, se la Corte Costituzionale si è pronunciata o ancora si deve pronunciare sull’operatività dell’assessore, ma spero che il prima possibile possa cambiare qualcosa in positivo.

          Cordiali saluti.

          MORANDA MASSIMO.

          • Il 07.02.2018 19:22, Alberto ha scritto:

            Carissimo Moranda Massimo,
            ho già espresso su queste colonne il mio pensiero, sia sulla caccia che su i politici. Non voglio ripetermi, perché non intendo annoiare nessuno, ne tanto meno far pensare che voglio fare politica. Me ne guardo bene. La caccia in Italia è finita. Ed è finita come tutte quelle cose che funzionavano e che per “intelligenza dei nostri governanti”, sono state distrutte. Non elenco tutto quello che ho in mente, per ragioni di spazio, ma soprattutto perché finirei col dire quello che tutti noi sappiamo. Sotto questi giorni di campagna elettorale sento spesso parlare di lavoro (giusto per citare qualcosa). Ma di quale lavoro parlano, se le fabbriche chiudono o scappano all’estero? Se i giovani appena conseguito un titolo di studio, hanno già pronte le valigie per lasciare questo paese? Ed allora, giusto per rientrare nell’interrogativo che ha posto l’amico Massimo, possiamo meravigliarci di quello che di uguale succede in Piemonte e di diverso pur se uguale in Basilicata? E’ come domandarsi , perché una siringa in Lombardia costa X mentre in Sicilia costa X+X?
            Cordiali saluti.
            Alberto Nobili.

          • Il 07.02.2018 23:09, Alberto ha scritto:

            UN associato Libera Caccia Chiede Perchè:

            REGIONE LAZIO
            Direzione Regionale: Direzione regionale agricoltura e sviluppo rurale, caccia e pesca
            Decreto del Presidente
            N. del Proposta n. 23017 del 18/12/2017
            Oggetto:
            D.P.R.L. n. T00105 del 22/06/2017 Calendario Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2017/2018. Modifica del
            termine di chiusura dell’attività venatoria per le specie cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo
            sassello (Turdus iliacus) dal 20 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018.
            HAUSMANN CARLO
            ______________________________
            L’ Assessore
            Il Direttore Regionale
            R. OTTAVIANI
            ______________________________
            Estensore
            PETRUCCI BRUNO
            ______________________________
            Responsabile del Procedimento
            PETRUCCI BRUNO
            ______________________________
            Il Dirigente d’Area
            M. CENNERILLI
            ______________________________
            T00005 08/01/2018
            Oggetto: D.P.R.L. n. T00105 del 22/06/2017 Calendario Venatorio e regolamento per la stagione
            venatoria 2017/2018. Modifica del termine di chiusura dell’attività venatoria per le specie
            cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello (Turdus
            iliacus) dal 20 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018.
            IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
            SU PROPOSTA dell’Assessore all’Agricoltura Caccia e Pesca;
            VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
            VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
            VISTA la L. R. 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, concernente “Disciplina del sistema
            organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
            regionale”;
            VISTO il Regolamento 6 settembre 2002, n. 1 “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei
            servizi della Giunta regionale e successive integrazioni e modificazioni;
            VISTA la Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009 del Consiglio, concernente la
            conservazione degli uccelli selvatici;
            VISTA la Legge 11 febbraio 1992, n. 157, concernente: “Norme per la protezione della fauna
            selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e successive integrazioni e modificazioni;
            VISTA la Legge Regionale 2 maggio 1995, n. 17, concernente: “Norme per la tutela della fauna
            selvatica e la gestione programmata dell’esercizio venatorio” e successive integrazioni e
            modificazioni ed in particolare l’articolo 34;
            VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale 29 luglio 1998, n. 450 concernente: “Legge
            Regionale n. 17/1995, articolo 10. Approvazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale”;
            VISTE la Legge 11 febbraio 1992 n. 157 così come modificata dalla Legge 4 giugno 2010, n. 96
            “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” ed in
            particolare l’art. 18 che al comma 1 ed al comma 1-bis rispettivamente stabilisce che:
             le specie cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello
            (Turdus iliacus)sono cacciabili dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio;
             l’esercizio venatorio è vietato per ogni singola specie: a) durante il ritorno al luogo di
            nidificazione; b) durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della
            dipendenza degli uccelli.
            TENUTO CONTO di quanto disposto:
             dalla “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della Legge 157/92, così come
            modificata dalla Legge Comunitaria 2009, ed in particolare l’art. 42”;
             dal documento “Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC on Period of
            Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU” che dispone, in
            particolare, che “l’inizio della migrazione di ritorno può solo essere stimata per confronto di
            dati provenienti da molte regioni dell’Unione europea”, secondo statistiche relative alle
            POPOLAZIONI e non ai singoli uccelli”;
             dalla “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla
            conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva Uccelli selvatici ed in particolare, le
            previsioni di applicazione delle indicazioni di cui al punto 2.7 (“analisi delle
            sovrapposizioni”);
            ATTESO che l’ISPRA, con nota prot. n. 29844T-A 11 del 13 settembre 2010, avente ad oggetto
            “Interpretazione del documento “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n.
            157/92” ha comunicato alla Federazione Italiana della Caccia che: “rientra nelle facoltà delle
            Regioni l’eventuale utilizzo della sovrapposizione di una decade nella definizione delle date di
            apertura e chiusura della caccia rispetto a quanto stabilito dal documento “Key Concepts of article
            7(4) of Directive 79/409/EEC on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird
            Species in the EU”, secondo quanto previsto dalla “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito
            della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”;
            VISTO il precedente Decreto n. T00105 del 22 giugno 2017 concernente: “Calendario venatorio e
            regolamento per la stagione 2017/2018” con il quale è stata disposta per le specie cesena (Turdus
            pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello (Turdus iliacus) la chiusura
            dell’attività venatoria al 20 gennaio 2018;
            CONSIDERATO che sono pervenute all’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca istanze da parte
            delle Associazioni venatorie che chiedono di prorogare la data di chiusura della caccia al 31
            gennaio essendo tale tempistica compatibile con il periodo di inizio della migrazione prenuziale
            secondo il disposto di cui al paragrafo 2.7.2 della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito
            della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”;
            ATTESO che la suddetta Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE
            qualifica la sovrapposizione di una decade tra la stagione della caccia e il periodo della migrazione
            prenuziale come una sovrapposizione teorica considerata la possibilità che la stessa non si verifichi
            (paragrafo 2.7.9);
            TENUTO CONTO che il margine di flessibilità relativo alla sovrapposizione è confermato anche
            dall’ISPRA nella nota con prot. n. 29844T-A 11 del 13 settembre 2010;
            RICHIAMATA la nota trasmessa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
            Mare a tutte le Regioni e Province autonome con PNM. Registro Ufficiale U0006947 del 4 aprile
            2017 avente ad oggetto “Determinazione delle date d’inizio della migrazione primaverile ai fini
            della definizione dei calendari venatori regionali” nella quale è stabilito che i periodi di chiusura
            della caccia a tordo bottaccio e cesena possono essere posticipati di una decade rispetto ai limiti
            attualmente indicati dai Key Concepts, nelle more di un nuovo atlante europeo delle migrazioni;
            CONSIDERATO che la Direzione Regionale Valutazioni Ambientali e Bonifiche con nota prot. n.
            0318018 del 22 giugno 2017 nel rivalutare il precedente parere a seguito del mutato indirizzo
            tecnico adottato dall’ISPRA (di cui alla nota prot. n. 12006/A4 del 13 marzo 2017) stabilisce, in
            merito alla proroga al 31 gennaio 2018 del periodo di caccia alla cesena, al tordo bottaccio e al
            tordo sassello “…che non si rilevano ipotesi di impatti o interferenze significativi sulle specie
            operati dall’attività venatoria nella terza decade di gennaio”;
            TENUTO CONTO che la Regione Lazio, anche per la stagione venatoria 2017/2018, ha stipulato
            accordi con le Regioni Toscana, Umbria e Marche per l’interscambio dei cacciatori come previsto
            dalla D.C.R. del 29 luglio 1998, n. 450;
            PRESO ATTO che le Regioni Toscana, Umbria e Marche relativamente alle specie cesena (Turdus
            pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello (Turdus iliacus) hanno previsto la
            chiusura dell’attività venatoria al 31 gennaio 2018;
            RITENUTO, pertanto, possibile posticipare la data di chiusura della caccia dal 20 gennaio 2018 al
            31 gennaio 2018 per le specie tordo bottaccio (Turdus philomelos), tordo cesena (Turdus pilaris), e
            tordo sassello (Turdus iliacus).
            DECRETA
            In conformità con le premesse che qui si intendono integralmente richiamate,
            1. a parziale modifica del Decreto n. T00105 del 22 giugno 2017 recante Calendario Venatorio
            e regolamento per la stagione venatoria 2017/2018, il termine di chiusura dell’attività
            venatoria per le specie: cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo
            sassello (Turdus iliacus) è posticipato dal 20 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018 compreso.
            2. di confermare quanto disposto dal Decreto n. T00105 del 22 giugno 2017 recante Calendario
            Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2017/2018 e dell’allegato come parte
            integrante e sostanziale al quel decreto (Allegato 1).
            Avverso il presente Decreto è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo
            Regionale del Lazio nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso
            straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.
            Il presente Decreto, redatto in duplice originale, uno per gli atti della Direzione regionale Affari
            Istituzionali, Personale e Sistemi Informativi – Area Attività Istituzionali l’altro per i successivi
            adempimenti della struttura competente per materia, sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della
            Regione Lazio.
            Il Presidente
            Nicola Zingaretti

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