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Diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

26 Gennaio 2016 (07:02) in Ufficio Stampa | Stampa Stampa

La Libera Caccia continua a fare fatti e non parole.
In merito al ricorso già presentato al Tar del Lazio e a seguito del recente decreto del Tar regionale della Liguria, ha dato incarico alla Studio Lemme di presentare una diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché ritiri il decreto di "immotivata" e "ingiustamente punitiva" chiusura anticipata della caccia ad alcune specie selvatiche.
Allegato l’atto di diffida e il decreto del Tar regionale Liguria.

ATTO DI DIFFIDA

6 commenti

  • Il 26.01.2016 14:13, GUIDO ha scritto:

    REGOLAMENTI DEL GOVERNO DPR ART. 17 L.N. 400/1988
    PREVEDE IN ULTIMA ANALISI CHE LA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI VADA PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UFFICIALE .
    QUINDI DOVE ERRO SE PENSO CHE NULLA PUO’ ESSERE CONTESTATO AL CACCIATORE PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE ?

    • Il 30.01.2016 12:51, cesare ha scritto:

      con profondo rammarico, noto come sempre che il nostro paese diventa sempre più diviso ogni regione fa le proprie leggi, come ogni provincia.sono stati istituiti atc a gogo solo per sistemare qualche amico degli amici,e per sperperare denaro ai cacciatori. ogni regione ha il proprio calendario venatorio,con tante limitazioni.ma noi non facciamo parte della comunita europea. perché chi ha la possibilità puo andare a beccacce nel mese di febbraio, a quaglie nel mese di agosto in romania,croazia bulgaria ecc. ecc.

      • Il 12.02.2016 17:27, Nobili Alberto ha scritto:

        Caro Cesare questa è l’Italia. Alla caccia, sta succedendo quello che succede ai fumatori (non voglio difendere questa categoria, io ho smesso di fumare da 14 anni), però lo Stato fa pubblicità negativa “il fumo nuoce gravemente alla salute, il fumo uccide, il fumo ammazza ecc. ecc.”, ma le sigarette aumentano sempre e si fa cassa. Se il fumo fa cosi male (e di questo ne sono convinto), perché non ritirare dal commercio il tabacco? La stessa cosa succede per la caccia. Leggi, leggine, calendari venatori sempre più restrittivi tanto da far morire anche questo sport con tutto quello che ci ruota intorno. I fregati, come giustamente fai notare tu, sono i poveri cristi (come me) che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che con i soldi che spendono per la licenza di caccia, ci potrebbero mangiare un bel po’ (ma se ci togliamo pure questo che vita sarebbe). I ricchi, cacciano per specie in tutto il mondo, si divertono e fanno anche crescere l’economia di quei paesi, alla faccia nostra e dei nostri politici. Ti saluto e ti auguro comunque un grosso in bocca al lupo o se preferisci in culo alla balena.

        • Il 14.02.2016 01:13, M.olina ha scritto:

          Piemonte. Rotti ormai a divieti e limitazioni venatorie di ogni forma e qualità, magari inseriti in normative non molto pertinenti ( vedi divieto dell allodola in Finanziaria reg. 2015) , credo sia doveroso ricordare che la 157 è una Legge “quadro” che dovrebbe quindi informare tutte le leggi regionali. Ora considerato che il Piemonte mi risulta ancora facente parte dell Italia , anche i suoi amministratori dovrebbero domandarsi se le varie normative regionali sono chiaramente coerenti con la 157 o siano solo qualcosa di simile ad un ” ipse dixit” ,per altro non molto scientifico (vedi legge Toscana) .Comunque se i legislatori regionali non sono per nulla afflitti da tale assillo relativo alla coerenza con la Legge dello Stato italiano n.157, sarebbe forse il caso che siano altri, a cui sta veramente a cuore l attività venatoria, a far rilevare, magari giudiziariamente, questa verosimile incongruenza. A testa alta…..e , magari, senza infausti e prolungati silenzi….

      • Il 01.02.2016 19:27, massimo ha scritto:

        Piemonte. quello che succede da noi è veramente difficile da interpretare! Ora abbiamo una legge venatoria , ma è stata approvata solo dalla Giunta regionale. Non ci risultano indicate tutte le specie cacciabili e nemmeno periodi di caccia definiti, che verranno rinviati ad un Calendario venatorio da emettere entro la metà di Giugno di ogni anno. Ma il bello è che tale legge di trenta pagine (!) ora è inscritta in Commissione regionale dove devono cominciare le determinazioni (che dovrebbe dire le modifiche!). Ma non era meglio, per prima cosa, mandare una proposta di legge in Commissione facendo una legge approvata dal Consiglio e non solo dalla Giunta ? Era troppo semplice ? Resta poi il fatto che mentre la Giunta varava questa “norma” quasi contemporaneamente in Finanziaria reg. si vietava l’allodola! Ma si doveva proprio utilizzare la Finanziaria, visti i problemi che ci sono in Regione per vietare l’allodola ? Non vi era altro da pensare ? Intanto il numero dei cacciatori in tanti ATC si sta riducendo al lumicino….suppliti solo in parte dagli extraregionali…..

        • Il 17.02.2016 17:46, marco ha scritto:

          In merito al ricorso al t.a.r del Lazio per la chiusura anticipata ad alcune specie selvatiche non leggo da nessuna parte cosa ha deliberato il t.ar. in merito .

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