I Presidenti delle Associazioni Venatorie aderenti a Face Italia, riunitisi nella serata del 1° febbraio 2010, hanno attentamente valutato I’opportunità di aderire alla manifestazione che, forse in maniera affrettata, è stata indetta a sostegno delle richieste della maggioranza dei cacciatori italiani.

caro presidente sono deluso di quanto deciso, mi sembra un quieto vivere .che mi risulti i nostri politici per noi cacciatori non hanno fatto nulla. peccato era una prova …….. saluto
Di solito erano altre associazioni che “tiravano il culo indietro”……va bhe’, ne prenderemo atto.
E pensare che quattro anni fa lasciai la FIDC perché convinto che l’ANLC fosse diversa.
Vergognatevi! Partecipare alla manifestazione era doveroso. Siete tutti uguali.
Io ci vado lo stesso.
Un ex socio
caro Luca mi dispiace molto che tu’la pensi in quel modo ti sei domadato perchèproprio oro si fà questa manifestazione.tutte le risposte le à date l’ufficio stmpa della a n l c un saluto affettuoso sisto
Questa e la lettera inviata al presidente Sparvoli in data 03-02.2010 come segno di protesta.
Al Presidente AN.L.C. Paolo Sparvoli
Signor Presidente, mi chiamo Curcurù Giuseppe e sono un cacciatore tesserato con l’associazione venatoria che lei presiede. Le scrivo dopo avere letto il comunicato stampa del 02-02-2010 dove si legge che le Associazioni Venatorie aderenti al FACE si dissociavano formalmente dall’aderire alla manifestazione già programmata e autorizzata del 9 Marzo 2010. Le confesso che la lettura di questo comunicato stampa mi ha profondamente deluso, indignato e offeso. Come tesserato e quindi la base della nostra Associazione Venatoria mi sento di fare protesta formale su quanto da lei Sig. Presidente deciso e controfirmato. Mi indigno nel vedermi allineato ideologicamente con la Federcaccia e rimango allibito nel vedere anche altre associazioni come l’Enalcaccia allinearsi con i maggiori artefici e responsabili di quell’ignomia che è la legge 157. Sono deluso anche dal fatto che in questi anni tutte e ribadisco tutte hanno preferito tenere un atteggiamento di “nobile silenzio” ai continui attacchi e alle continue diffamazioni del mondo anticaccia. L’atteggiamento defilato di chi vuol rimanere al di sopra delle parti anche quando si è palesemente insultati e diffamati. E questo avviene puntualmente su stampa e televisione. Mai nessuno di voi Presidenti si è battuto pubblicamente nel sbugiardare le menzogne che gli anticaccia danno gratuitamente in pasto all’opinione pubblica. Opinione pubblica che ignorante in materia prende per buono additandoci come se fossimo pedofili o criminali da strada. Questo ha portato ai risultati dei giorni d’oggi, dove il mondo venatorio all’angolo è visto come uno stupratore della natura. Sono Indignato dal fatto che si spaccia come inizio di un successo la faticosa approvazione dell’articolo 38 al Senato. SI TRATTA DI BRICIOLE signor Presidente! BRICIOLE!
La base, i cacciatori Italiani vogliono altro. Chiedono di riappropriarsi della propria dignità e delle proprie tradizioni. Chiedono di essere difesi da voi rappresentanti e non SVENDUTI miseramente per il timore di doversi scontrare frontalmente con il mondo anticaccia. Non vi siete accorti che lo scontro è sempre stato alto e in questi giorni gli attacchi anche diffamatori e al limite di denunce è su tutti i blog e le testate giornalistiche. E voi cosa avete fatto? Nulla! Non avete ne controbattuto con valide argomentazioni ne cercato un incontro televisivo con questi giornalai da strapazzo. Avete preso le distanze dalla BASE dei cacciatori, ecco cosa avete fatto!
La manifestazione era ed è importante non per fare politica ( il mondo venatorio è e deve rimanere apolitico ) ma per restituire dignità al mondo venatorio e alle tradizioni che racchiude. Far capire che non siamo dei stupratori della natura ma Italiani che amano e vivono la natura nella loro completezza e nel rispetto delle regole e della biodiversità. Non importa quanti saremo alla manifestazione che si deve fare e si farà. Non importa se 100, 1000 o 100000, è importante per noi base contarci e farci contare. Perché noi come base con l’unico potere che abbiamo vi negheremo le nostre tessere rinnovandole con chi è veramente dalla parte del mondo rurale e venatorio. Questo è l’unico potere che noi cacciatori abbiamo. Non fornirvi più la linfa vitale che sono le tessere associative. E mi creda mi fa davvero male scriverle questo. Ma non posso più accettare un simile atteggiamento. Possibile che lei Sig. Presidente non capisca che ci stanno pian piano rinchiudendo in riserve indiane. Possibile che riusciate a vedere oltre il vostro naso. Mai è stata richiesta una riperimetrazione dei parchi allineandoli ai limiti già previsti dalla legge attuale. Nulla Silenzio assoluto. Tutto scorre con bradipa lentezza nell’indifferenza totale di chi dovrebbe battere i pugni sui tavoli. Spero davvero che questa mia mail e quella di altri cacciatori che immagino le scriveranno possa servire per farvi rivedere le vostre convinzioni. Le chiedo di avere il coraggio di combattere con noi cacciatori in nome della nostra libertà e delle nostre tradizioni.
Caro Giuseppe, scusa ma mi permetto di darti del tu come si usa fra cacciatori e spero che non ti dispiacerà. Rispondo pubblicamente alla tua “lettera aperta” per ricordarti che le tue preoccupazioni sono le nostre preoccupazioni, e le tue lotte sono le nostre lotte. Non da oggi o da ieri. La Libera Caccia, tu lo ricorderai benissimo, è stata la prima a vedere nella legge 157/92 l’inizio della fine e a combatterla con coraggio e tenacia anche a costo di essere indicata, da certi “amici” di una associazione che ora ci fa la guerra, come gli ESTREMISTI della caccia. Questo è il motivo per cui ho letto la tua lettera con grande stupore e amarezza. Come fai a dire che non facciamo nulla? Hai dimenticato le montagne di comunicati, le lettere, gli articoli, le battaglie infinite per dare credibilità al mondo venatorio e per riappropriarci della nostra dignità di cittadini? Hai dimenticato la nostra massiccia presenza alla manifestazione di Roma?
Ma questo è il passato e se qualcuno lo ha già dimenticato non posso farci nulla. Mi dispiace e mi amareggia moltissimo ma non posso davvero farci nulla. Il tempo però è galantuomo e il futuro sta proprio dietro l’angolo. Se prima delle elezioni non faranno passare l’art. 43 della camera -ex 38 del senato- siamo pronti a riscendere in piazza (TUTTI INSIEME) per dimostrare che non CI POSSONO PRENDERE IN GIRO.
Oggi, finché c’è un filo di speranza di poter ottenere quelle che tu definisci le briciole (e che invece rappresentano un passaggio assolutamente indispensabile) il mondo venatorio ha il dovere e la responsabilità di cercare ogni forma di dialogo civile con tutte le forze del Paese.
Ti ( mi permetto di darti del tu anche io )ringrazio per avermi risposto pubblicamente alla mia lettera di protesta. Ho letto con attenzione e rimango del mio parere. Mi dispiace e molto ma non è una parte politica a chiedere quella manifestazione ma la “BASE” dei cacciatori delle più svariate associazioni venatorie. Uniti dal desiderio di riappropiarsi di una dignità calpestata da anni e dalla voglia di gridare a granvoce la modifica di una legge ( la 157 in toto appunto ) che ha danneggiato in modo pesante e forse irreversibile il mondo venatorio Italiano. Da un sondaggio pubblicato sul sito il cacciatore.com ad esempio si nota che ben 86% ( e un dato ancora provvisorio ) dei cacciatori vuole quella manifestazione. La vuole per gridare pubblicamente il proprio disaggio e per dire ogniuno alla propria associazione che cosi non va e cosi non vi vogliamo e anche se avete scelto la strada dello struzzo, noi base alla manifestazione andiamo lo stesso.
Possiamo discutere sul momento politico ma credo che i tempi siano maturi per chiedere a gran voce. Basta giochetti e schermaglie con un avversario che usa ogni mezzo ( calunnie e menzogne per prime ) per annientarci. Quindi amico Paolo non aspettare di vedere come andrà alla camera la votazione ma schierati nella nostra lotta in piazza. Alla camera la legge non passerà perchè è il gioco della nostra classe politica che ci usa come serbatoio di voti senza mai rispettare promesse con il mondo venatorio.
Ed è anche per questo che la manifestazione deve avere successo, per far vedere che il mondo venatorio è stufo e stanco di essere concepito come stupratori della natura. I tempi sono maturi, ora bisogna uscire dai bunker e avere il coraggio di combattere in campo aperto. E non importa se si vince, importa aver matenuto il proprio onore e rivendicato la propria dignità.
So bene che la lotta sarà aspra, perche ci troviamo di fronte un opinione pubblica che per anni è stata bombardata dalla disinformazione faziosa del popolo anticaccia senza essere mai stata controbattuta e sbugiardata. E vero che anche nel nostro interno è necessario fare una profonda analisi di coscenza per riscoprire in qualcuno di noi un etica venatoria che ha perso. Questo è un passaggio che andra fatto in modo serio per evitare di sentirci accomunare ai bracconieri dai soliti ignoti che non perdono occasione per additare la nostra insostituibile arte.
Cordialmente Giuseppe Curcurù ( Velletri )
Per Curcurù Giuseppe,
Se, dall’alto delle mie 45 licenze, comprendo perfettamente il tuo sdegno e la tua amarezza (che peraltro condivido perfettamente) non comprendo come tu possa scambiare le promesse di Lucignolo per una produttiva attività sindacale in favore della CACCIA e dei CACCIATORI.
Inoltre, penso che tu sia ingiusto quando accusi il Presidente di non aver fatto nulla. Pensare che una lettera dei cacciatori possa essere pubblicata su la Repubblica è come sperare di trovare 4 castagne per riccio. Ma se si esclude questa INEVITABILE ghettizzazione sui grandi quotidiani e in televisione, l’attività frenetica e incessante della Libera caccia e dei suoi dirigenti è sotto gli occhi di tutti. Oggi, come ieri , quando le nostre bandiere coloravano e dominavano la manifestazione di Roma. La protesta di piazza ERA E SARA’ IMPORTANTE e INDISPENSABILE quando sarà svincolata dai vistosi interessi elettoralistici di chi, per troppo tempo, ha usato la caccia come suo personalissimo trampolino politico. E vorrebbe continuare a farlo. Chiediti come è nata la manifestazione di Roma. E’ nata con un passaparola veicolato da qualche attivista politico su un sito internet. Con questo criterio (ammesso che sia un criterio) si potrebbero organizzare una manciata di manifestazioni ma sui risultati che queste gite di massa potrebbero effettivamente portare ho i miei dubbi. Chiediti perché non ha voluto concordare questa manifestazione con tutti gli altri. Chiediti perché ha fortemente voluto organizzarla proprio in un periodo pre-elettorale. Ma se tu pensi che l’approvazione dell’articolo 38 rappresenti soltanto delle briciole e che le demagogiche e impossibili promesse di qualcuno rappresentino la strada giusta da percorrere per arrivare ad una definitiva pacificazione sociale, allora…..
Infine, ti consiglio caldamente di leggere, con attenzione, l’intervento di Claudio Gorlani sull’altra pagina dedicata alla manifestazione. Chissà che tu non possa trovare delle risposte.
In bocca al lupo
Si Franco, penso che la riforma dell’articolo 38 sia solo fumo negli occhi.Non credo che la manisfestazione sia un qualcosa di creato come passa-parola, ma un esigenza viscerale che viene dall’interno della base dei cacciatori.
Cordialmente Giuseppe Curcurù
Aggiungo ( poi ieri sera non ho potuto completare causa bimbi piccoli da portare a letto ), so bene che il mondo venatorio è stato spesso strumentalizzato per carriere politiche da parte dei più svariati. Questo è accaduto sia per il mondo anticaccia ( Verdi, Radicali ecc ecc ) sia per il mondo venatorio dove alcuni hanno usato lo stesso per poi transitare in politica, dimenticando di colpo di esserecacciatori.Mi meraviglio ,ad esempio, come la Liberacaccia che ha spesso combattuto da sola battaglia per il mondo venatorio si trovi oggi a fare il fanalino di coda della maggiore responsabile di questa ignomia che è la legge 157. Mi fa male vedere associazioni che rispetto come Liberas caccia e Enalcaccia prostarsi ai giochi della più grande Federcaccia. Essa è stata il vero problema di tutti noi cacciatori ed è l’unica insieme ad Arcicaccia a fare sempre la voce fuori dal coro. Il loro interesse è segregare il popolo venatorio in riserve indiene dove a pagamento esercitare la propria passione senza avere troppi disturbi da parte dei loro amichetti aticaccia. Personalmente non ci sto a questo sibilino disegno e io dal basso delle mie 26 licenze lottero per rimanere quello che sono stato istruito ad essere. Un cacciatore libero e libero di trasmettere questa delicata arte e le sue etiche regole ai miei figli. Personalmente ho iniziato a cacciare con i miei nonni alla tenera età di 8 anni imparando a sparare sui conigli selvetici e sulle cotornici con un Gitti calibro 24 che oggi fa da cornice nella mia rastrelliera in attesa di istruire i miei figli ancora troppo piccoli. Ma questo oggi sarà più difficile, perchè la legge tanto odiata mi impedisce di spostarmi come voglio e mi impone limiti e vincoli che prima non avevo. Ad esempio per esercitare, oggi, la caccia nella mia amata terra che è la Sicilia, nonostante avere delle proprietà sull’isola devo chiedere l’autorizzazione come cacciatore exstra regionale in bollo addirittura. I miei ricordi di adolescente invece sono ben diversi e sono legati a mio padre che scendeva dal treno raggiungendici dopo un anno di sacrifici a metà agosto con il suo ficile nella custodia rigida di cartone. Per fare l’apertura a conigli e cotorne e cacciare “veramente” fino al giorno prima dell’inizio delle scuole. Giorno in cui noi rientravamo a casa a Roma. Quanti ricordi di persone vere, cresciute con regole non scritte e venute fuori da una guerra che li aveva profondamente segnate. Quanti ricordi di posti e di profumi che oggi non posso più sentire perchè quei luoghi oggi sono parchi o oasi e mi impegiscono di frequentarli con il rispetto che mi è stato insegnato.
Ora basta caro amico Franco, tutto questo defe fermarsi. non posso più accettare come uomocacciatore libero tutto questo. Abbiamo una odiata legge che impone limiti ben precisi e invece mi accorgo che le zone dedicate al divieto di caccia crescono come funghi e senza un controllo di nessuno.
Ora basta caro amico e in piazza ci vado anche per questo.
Cordialmente Giuseppe Curcurù ( Velletri-RM )
Avete letto l’ultima uscita del Grande Veneziano?
Ecco, fra le promesse impossibili e la marcia su Roma dell’onorevole VENETO, e l’atteggiamento insopportabile da cacciatore pentito VENEZIANO (che strana coincidenza) credo proprio che ci sia una via di mezzo più giusta, quella intrapresa dalla stragrande maggioranza dei cacciatori italiani che si riconoscono davvero nell’Europa attraverso la FACE. Gli estremismi, anche nella caccia, non pagano mai.
Vorrei sapere come mai dopo questi numerosi attacchi al Presidente Nazionale, lo stesso non si degna nemmeno di rispondere agli stessi, e lo può fare benissimo visto che abbiamo un rinnovato sito, mi vien di pensare che anche lui è condizionato come gli altri e manchi di autorevolezza, come siamo finiti male cari soci anlc, se questo deve essere il futuro della nostra dirigenza della libera caccia vedo tempi oscuri per la stessa, il fatto è che abbiamo perso un grande dirigente venatorio che si sapeva assumere grandi responsabilità andanto anche qualche volta contro gli interessi dell’associazione, ma questo era il suo dna, e non penso che nessun altro possa riprendere il suo posto, riposi in pace grande mino.
Caro Paolo, scusa, ma proprio come ho fatto con l’amico Giuseppe Curcurù mi permetto di darti del tu come si usa fra cacciatori. Non mi ritengo un presidente invisibile e tanto meno credo di essere uno che non ha il coraggio di replicare. Non è che “non mi degno” come dici tu, di rispondere agli attacchi. Semplicemente non è possibile seguire direttamente tutti i blog che sono attivi in questo momento, senza poi considerare i perditempo e i provocatori di mestiere. A proposito, tranquillizzati perché non sono nemmeno “condizionato” e non soffro di complessi di inferiorità. Il tuo paragone con il compianto Mino del quale, come saprai, sono stato AMICO, OLTRE CHE STRETTISSIMO COLLABORATORE PER ANNI, non mi offende. Al contrario, sono orgoglioso di questo raffronto, come sono orgoglioso di essere il rappresentante del VERO, GRANDE E LIBERO SINDACATO DEI CACCIATORI ITALIANI. E siccome non ho poltrone da difendere o da conquistare, come tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza, possiamo condurre la nostra lotta in piena e totale autonomia politica. Nella speranza, che tutti i Liberi Cacciatori comprendano fino in fondo lo spirito della nostra battaglia.
Da socio e da dirigente ANLC puoi telefonare in segreteria e farti dare i miei recapiti telefonici. Sarò lieto di poterti spiegare a voce molte delle cose che ti preoccupano. In bocca al lupo.
Paolo Sparvoli
Paolo, ma falla finita, per favore.
Si capisce lontano un miglio che sei un falso socio della ANLC. Anzi, poiché hai un codice identificativo, stai attento che qualcuno potrebbe smascherarti.
a franchetto, intanto impara a rispondere, folse il falso è lei, le premetto che intanto oltre ad essere un socio, sono un dirigente provinciale e un presidente di circolo di 500 iscritti da oltre 10 anni, perciò non ho bisogno di farmi smascherare da nessuno, non so se lei ha queste credenziali, percio queste minaccie le rivolga a qualcunaltro.
Cantelli era Cantelli. Non confondiamo l’oro con il piombo.
Caro Tonino, ho conosciuto personalmente e quasi tutti i Presidenti Nazionali, però prima di fare certe affermazioni dovresti documentarti meglio. un abbraccio
La manifestazione di Roma l’abbiamo chiesta noi semplici cacciatori della base, lanciando un appello da ilcacciatore.com alle strutture organizzative per aiutarci nella realizzazione della stessa.
L’unica organizzazione che si è resa disponibile ad aiutarci è stata la confavi.
Non è che le altre non siano state interpellate. Non hanno ritenuto di dover intervenire.
L’onorevole che vi sta antipatico è l’unico che si fa avanti quando interpellato. Si farà i fatti suoi, ma gli altri che fanno?
Poi, rotto il ghiaccio c’è qualcuno che si lamenta anche…
Faccio presente che nella scorsa stagione il numero di cacciatori si è ridotto a 630.000.
Quanti ne devono rimanere affinché si abbandonino le polemiche inutili e ci si batta per evitare la fine prossima della caccia in Italia?
Ecco, appunto, lo hai ammesso da solo.
L’appello sil cacciatore non l’hai lanciato tu, pensaci bene, ma proprio qualcuno che ha buttato l’amo…
Cavalcare la tigre della protesta (SACROSANTA) dei cacciatori è facilissimo, ma bisogna vedere a chi giova.
Forse è il caso che ti vada a vedere il sondaggio sul sito. 86% a favore della manifestazione e sono tutti cacciatori della base e non tutti con la tessera confavi in tasca ma con tessere FIDC, ANLC,Enalcaccia, CPA ecc ecc che hanno spontaneamente deciso di non seguire gli struzzi ma di tentare qualcosa di diverso.
Il 11.02.2010 20:04, Claudio Gorlani ha scritto:
Ho letto con attenzione i vari commenti alla decisione delle Associazioni aderenti alla Face di non partecipare alla manifestazione del 9 marzo p.v.
Ha coloro che, solo ora, si ergono a paladini e difensori della caccia vorrei ricordare la storia della Liberacaccia che nessuno può contestare o sminuire
perchè è la storia ,incontestabile, degli ultimi 42 anni della nsostra esistenza.
La Liberacaccia fondata nel 1959 è stata riconosciuta il 20 marzo del 1968 dopo l’entrata in vigore della legge 799 del 16 settembre 1967. La 799 istituisce l’assicurazione obbligatoria e con tale legge la caccia apre l’ultima domenica di agosto e chiude il 31 marzo con possibilità di proroga alla seconda di maggio,(per un massimo di tre anni dall’entrata in vigore della legge). Viene introdotto il regime di caccia controllata con limitazione di tempo,di luogo, di specie e di numero di capi da abbattere. La caccia è gestita dai Comitati Provinciali con l’introduzione dei tesserini provinciali a pagamento. La LIBERA CACCIA iniziò, da allora, da sola e contro tutti, la battaglia contro i tesserini provinciali a pagamento e contro quello che per noi della LIBERA era solo l’inizio di un regime di caccia in libertà vigilata e condizionata. Il 27 dicembre 1977 venne varata la legge 968; la caccia passa di competenza regionale.
Vengono istituiti i relativi tesserini regionali che fanno piazza pulita dei famigerati tesserini provinciali. La nostra solitaria battaglia contro i balzelli provinciali era giusta e fondata. Vengono ridotte drasticamente le giornate di caccia, non più di tre settimanale anche a libera scelta. Il martedì e il venerdì diventano giornate di silenzio venatorio, un assurdo divieto, unico al mondo, che la sola Libera Caccia contestò e continua a combattere. Se prima della 968 eravamo in un regime di caccia vigilata e condizionata con tale legge siamo un un regime di caccia vigilata condizionata e limitata. Continuammo, sempre da soli, la nostra battaglia per la libertà di caccia almeno alla migratoria. Anno 1982: approvazione del decreto Spadolini-Fabbri con il quale vengono ulteriormente attaccate le nostre tradizioni. In un sol colpo vengono proibite ben 12 specie di uccelli migratori, fummo i soli a protestare anche con manifestazioni di piazza. Legge 157 del 11 febbraio 1992; drastica riduzione del periodo di caccia. Vengono istituiti i C.A. e gli A.T.C. che se possono essere utili per la caccia alla selvaggina stanziale sono la negazione della caccia alla MIGRATORIA che presuppone la possibilità di spostamento del cacciatore. Per le violazioni della 157 vengono introdotte le sanzioni penali; siamo trattati come dei delinquenti se non peggio ( viene calpestato il fondamentale e giusto rapporto tra l’infrazione commessa e la sanzione applicata. E’ più pericoloso e grave non rispettare uno stop o abbattere accidentalmente una Pispola ?; la prima infrazione è amministrativa le seconda penale).
La LIBERA CACCIA, sempre da sola, iniziò e continuò la battaglia contro questo regime di caccia introdotto dalla 157 che si è trasformato in regime di caccia gli arresti domiciliari. 1° Settembre 2006 ( non in presenza di elezioni ): ispiratori, promotori e protagonisti della grandiosa manifestazione tenutasi a Roma per la difesa delle nostre tradizione e della nostra passione. La Libera Caccia è nata come il sindacato dei cacciatori e oggi, più di ieri, è il vero sindacato dei cacciatori. Con determinazione e competenza è stata protagonista di tutte le battaglie in difesa della caccia ( anche quella referendaria, unica a ricorrere alla Corte Costituzionale per impedire ed invalidare il referendum del 1990 ).
La storia non può essere né negata né disconosciuta o utilizzata, da altri, per fini utilitaristi. Sul carro della modifica della 157 c’è posto per tutti e tutti sono i benvenuti, ma la storia della modifica alla 157 è opera della sola Libera Caccia; lo voglio ricordare a coloro che in questi ultimi mesi si sono spacciati, (e continuano), come i promotori della modifica alla legge. Invito gli scettici a rileggersi i commenti di tutte le altre associazione venatorie all’indomani dell’approvazione della 157. Siate certi che anche per la nuova battaglia sulla sicurezza, responsabilità e tranquillità nell’esercizio venatorio, (intrapresa dalla sola Libera Caccia), tra alcuni mesi molti altri saliranno sul nostro carro, magari sostenendo di esserne stati i fautori ed i promotori. La Libera Caccia, sempre attenta ai diritti e doveri dei cacciatori e dei dirigenti delle varie associazioni venatorie, si è fatta carico di divulgare anche la vera cultura e la vera etica venatoria che, prima di ogni altra cosa, esigono la responsabilità e la sicurezza per sé e per gli altri. Ha sollecitato il confronto ed il dibattito con le altre Associazioni senza alcun fine personale, propagandistico, elettorale e continuerà a farlo con precisi e veri obbiettivi nell’interesse di tutti senza alcuna intenzione di coltivare orticelli sempre più stretti che ci tolgono dignità e diminuiscono la nostra forza.
Per agire ora, nessuno può chiamarsi fuori e tutti devono assumersi la responsabilità nelle decisioni e nei comportamenti, ma ora più che mai servono scelte condivise e non elettoralistiche. Lavoriamo, insieme, sulle cose importanti e comuni, piuttosto che difendere piccoli interessi particolari e personali.
La Libera Caccia continuerà la battaglia della libertà, della sicurezza e della responsabilità per esercitare, al meglio ed in assoluta tranquillità, l’attività venatoria. Da associato alla Libera Caccia e nonostante il mio 50° anno di licenza ho ancora voglia di lottare per le cose importanti e per il bene della nostra grande passione. Auguro buon lavoro a TUTTI
Rileggere tutte le battaglie fatte da Liberacaccia ti fa star male ancora di più. Quel magone che non riesci a far passare. Vedere la tua Liberacaccia andare a braccetto con Federcaccia e Arcicaccia in nome del male minore ti fa davvero male. Spero solo che la dirigenza apra subito gli occhi e abbia il coraggio di continuare a fare scelte coraggiose e contro corrente.
Non si può accettare l’ideologia ne condividerla di chi ha distrutto la caccia in italia. Non si può andare contro la base dei cacciatori per non dispiacere alla più grande causa di tutto lo schifo della legge 157. Non si può andare insieme con chi non vuole una libera caccia ma una caccia gestita e regolata in riserve. Non si può accettare! E questo scritto mi fa stare ancora più male. Che cosa è successo alla mia associazione? Cosa!
Giuseppe Curcurù ( Velletri )
Caro claudio,
e proprio da questi ” commenti” che le associazioni ambientaliste, che forse non rappresentano neppure loro stessi, traggono linfa vitale e ottengono consensi, per noi immaginabili, dall’opinione pubblica. e’ conseguenziale che i media, e non solo, non ci considerino
Caro claudio,
e proprio da questi ” commenti” che le associazioni ambientaliste, che forse non rappresentano neppure loro stessi, traggono linfa vitale e ottengono consensi, per noi inimmaginabili (corretto), dall’opinione pubblica. e’ conseguenziale che i media, e non solo, non ci considerino
Cari signori dopo aver letto quanto sopra e pensando da cacciatore, io a Roma ci vado per difendere la caccia, poi di quello che c’è sotto, interessi politici, personali od altro, non mi interessa.
Infine sapete che vi dico: a Roma ci vado senza la bandiera ANLC, ma a votare no!
ho letto con attenzione l’intervento del presidente sparvoli e devo dire che mi ha colpito il fatto di promuovere una manifestazione nel caso che la camera non approvi prima delle elezioni l’articolo 38 licenziato al senato.mi permetto di pormi 2 domande:non e’ che si vuol chiudere la porta della stalla quando i buoi sono scappati?siete sicuri di poter contare sull’ appoggio di tanti soci che,nel caso di rigetto da parte della camera,si chiederanno come mai a roma la anlc non c’era?un’ultima cosa:stasera ,durante il consiglio del direttivo valuteremo l’ipotesi di dimetterci in blocco nel caso in cui la camera non approvi l’articolo 38 …ed e’ una decisione sostenuta anche dai neo tesserati che aspettano fatti e nonparole.cordiali saluti
Il pifferaio magico
Sono un vecchio cacciatore migratorista di una provincia nella quale sono particolarmente forti gli interessi per la caccia minuta e di conseguenza sono in molti a subire il fascino di chi promette <> e <>.
Non ho nessuna pratica di computer ma un giovane al quale ho insegnato le poche cose che so sulla caccia e al quale ho già lasciato i miei tre fuciletti, mi fa leggere il vostro sito e anche tanti altri e così ho saputo di quello che i cacciatori dicono e pensano e anche le grandi bugie che gli anticaccia vanno raccontando in giro. E mi accorgo che anche tanti cacciatori raccontano un paiolo di bugie. Qualche giorno fa ho letto, sulla Libera Caccia che qualche cacciatore rimpiange Mino Cantelli, il suo coraggio e la sua fermezza e accusa i dirigenti di oggi di essersi allontanati dalla linea del vecchio presidente.
Mi sembra che su questo argomento qualcuno abbia le idee confuse perchè rimpiange lo scomparso presidente che avrebbe partecipato sicuramente alla protesta di Roma. Questi amici, fra i quali Paolo e Tonino, o sono troppo giovani o hanno la memoria corta e allora gli racconto quello che disse una sera Cantelli nella mia provincia, davanti a tanti cacciatori che stavano già con la tessera della Confavi in tasca o stavano per prenderla.
In poche parole disse che era facile fare come faceva l’onorevole che sfruttava il malcontento di tanti migratoristi promettendo che ci avrebbe pensato lui perchè le altre associazioni non avevano gli attributi. Disse che le sue promesse andavano bene per gli illusi e che non stavano bene in bocca a un dirigente venatorio veramente responsabile e che un simile comportamento era facile nei comizi e nei bar ma che, alla fine ci avrebbe fatto più danno di quella pubblicità di un automatico che permetteva di sparare cinque schioppettate in meno di cinque secondi. Disse che gli sembrava di vedere quella favola con il suonatore di piffero in prima linea e tanti sorci dietro di lui pronti a finire in mare.
Cari amici cacciatori, lasciamo stare i morti, specie se non sappiamo sicuramente cosa pensavano e cosa dicevano.
Una cosa è sicura, se c’era Mino, sicuramente non sarebbe andato dietro al piffero magico ma lo avrebbe accusato di essere solo uno che si approfittava della situazione, come quelli dell’arcicaccia che avevano sfasciato l’unavi per la politica e il tornaconto. Se qualcuno vuole fatti e non parole, allora non può certo aspettarli da certa gente.
Carissimo Vecchio Cacciatore, io non so quante licenze ai tu, ma ti assicuro che con le mie 27 certo non sono tante ma nemmeno poche a definirmi giovane e tantomeno con le idee confuse, io ricordo benissimo i discorsi del commiato Mino e soprattutto ricordo della manifestazione del 1 Settembre a Roma, dove c’ero anchio e ricordo benissimo che c’era solo la Confavi e qualche spicciolata di soci Anuu,e di certo non vi era ne la Federcaccia e nemmeno Enalcaccia, allora mi domando perchè mai adesso bisogna prendere decisioni insieme a queste che allora non volettero partecipare, e magari perchè non mettersi daccordo con la stessa Confavi che allora ci aiutò? e di questo che mi rammarico della dirigenza nazionale, il buon Mino l’avrebbe fatto, anche allora l’Onorevole Berlato e la stessa Anlc avrebbero suonato il piffero magico come lo chiama lei per avere consensi? credo di no, era solo una manifestazione per avere i nostri diritti negati, la saluto cordialmente.
Amico Paolo, ti sei dimenticati di ricordare che in quella manifestazione Federcaccia ed Enalcaccia salirono all’ultimo sul carro “dei vincitori” visto che la manifestazione era riuscita. Questa VOLTA dobbiamo IMPEDIRGLIELO. Che si assumano fino in fondo le proprie responsabilità nelle proprie scelte.
Giuseppe Curcurù ( Velletri-RM )
Le mie sono quasi il doppio. Ma non è né colpa mia, né colpa tua.
Tu a quella manifestazione hai partecipato, ma io l’ho anche organizzata nella mia provincia e ti assicuro che i tempi erano altri e l’organizzazione era il frutto di un lavoro discusso con tutti e poi deciso da solo due associazioni perchè le altre decisero di non intervenire. Ma la sua opportunità fu discussa. Stavolta è molto diverso. E non c’era alcun traguardo politico politico da raggiungere dopo pochi giorni.
Il traguardo politico lo vuoi veder solo tu. Per creare una cortina fumogena dove nascondere il comportamento di Liberacaccia. Altro che storie.
Cordialmente Giuseppe Curcurù
al caro vecchio cacciatore, qui non cè nessun traguardo politico da raggiungere, ma si vuol solo attaccare un personaggio politico oppure un’associazione che prende le difese della nostra categoria, e mi interrogo, ma non doveva essere proprio la nostra associazione a fare questo? in quanto si definisce il grande sindacato dei cacciatori italiani? i sindacati servono proprio a questo per tutelare gli interessi degli iscritti, oppure questo slogan serve solo in prossimità della campagna tesseramento?
egregi amici cacciatori mi permetto di porvi una domanda:come mai la presa di posizione di ancl e’ all’opposto del pensiero di chi contribuisce a tenere in vita la anlc,cioe’ la base…sentire parlare delle cose che son successe e che probabilmente sono radicalmente cambiate mi sembra un utopia…prendiamo atto che la direzione anlc nn partecipera’ alla manifestazione di roma e ce ne rammarichiamo,ma allo stesso modo dobbiamo dare delle risposte a chi,in questi ultimi mesi si e’ fatto la domanda seguente:in base a quale principio la anlc ha attaccato la fidc in ogni maniera per poi non dare la propria disponibilita’ alla manifestazione di roma alla stessa maniera in in cui si e’ comportata la fidc….scelte politiche oppure….boh?e dalle mie parti si usa questa filastrocca:chi vive sperando ,muore c.ga.do!!!cordiali saluti a tutti
Signori cacciatori che sentenziate dall’alto delle vostre venerande licenze, qui c’è bisogno di idee giovani e nuove, perchè quelle che sono ste messe in atto sino ad oggi non mi sembrano state fruttuose. Pertanto rispettando tutti i sig.ri cacciatori non mi sembra che ci sia da vantarsi per aver assistito da molti anni al flagello della caccia italiana.
Ricordate che coloro che cambieranno la caccia non saranno legati a nessuna Associazione Venatoria e colore politico.
Cari amici cacciatori, dopo aver appreso la notizia che noi ANLC non parteciperemo alla manifestazione di Roma, sono profondamente deluso e contrariato.
Io alla manifestazione ci andrò e cercherò di coinvolgere tutti i 190 soci del mio circolo. Porterò la bandiera ANLC perché non sarà di certo il signor Paolo Sparvoli a vanificare i quarant’anni di lotta che ANLC ha fatto. Partecipate tutti e più uniti di prima perché io non mi allineerò MAI con FederCaccia o altri che hanno fatto solo il male della caccia. Se la camera boccerà l’articolo 38 proporrò al mio circolo di Ceccano di cambiare (a malincuore) verso associazioni che hanno deciso di lottare per una caccia libera.
A.A.A. cercasi la mia grande ANLC!
Quoto completamente il tuo pensiero che è anche il mio. Cerchiamo di fare tutto il possibile per non vanificare le lotte che in questi anni sono state fatte da una Liberacaccia diversa. Cerchiamo di riprenderci quella dignità che ci calpestano quotidianamente. Oggi su FB è stato creato un gruppo intitolato SCHIACCIA IL CACCIATORE. Siamo trattati come il più ignobile degli esseri viventi con frasi e parole al limite della denuncia penale per istigazione alla violenza e all’omicidio.
Questi sono i signori anticaccia che abbiamo di fronte. Altro che fronzoli e acchiatine. Ormai è scontro aperto e non possiamo rimanere nascosti. Uniti dobbiamo riprenderci la nostra dignità. Altro che strumentalizzazioni politiche.
Dopo aver letto vari commenti compresi i miei, ho capito solo una cosa, che stiamo facendo il loro gioco. Di sicuro se qualche ambientalista, verde,Arci caccia ecc. avranno letto i nostri inserti di sicuro staranno godendo in pieno. Se siamo disuniti tra di noi, dove crediamo di andare? Non vedo una via di uscita………
La via d’uscita la devi cercare in te stesso e con il tuo cuore. Come faranno molti cacciatori che benchè iscritti con associazioni dissociate dalla Base agiscono secondo una propria coscienza.
L’unico gioco da fare è lottare e non stare a guardare, per questo devi venire a Roma.
Quando ci vedranno a Roma non ci distingueranno per associazione venatoria ma ci vedranno come cacciatori e basta. Questa per me è la cosa giusta, me lo dice il cuore.
quello che e’ stato la libera caccia lo sappiamo ci preoccupa quello che sara’ .in risposta agli storici dell’ ufficio stampa,noi lavoriamo tutti i gioni per voi e per noi . non siamo presuntuosi .
Ecco visto che volete vedere nelle manifestazione un secondo fine e per quello alzate un fumogeno e vi accodate con la più grande responsabile dell’ignomia legge 157 vi posto degli articoletti che forse non avete letto. Solo per fare informazione magari a tanti cacciatori della base che ancora credono alle favole:
CACCIA: RONCHI, ALLA CAMERA POSSIBILI CORREZIONI
Per il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, “la regolamentazione della stagione venatoria votata ieri al Senato va incontro alle richieste che ci arrivano dall’Europa”. Ma “naturalmente il testo dovra’ essere ulteriormente migliorato nel passaggio alla Camera” e il governo, ha assicurato, “e’ aperto al confronto e ascoltera’ con attenzione le istanze che verranno sollevate dall’aula“.
Tratto da http://www.repubblica.it
Poi per non perdere completamente la faccia con il cappello in mano vi presentate all’onorevole Cicchitto con una lettera aperta per chiedere di sostenere alla camera la legge votata al senato. Sapete e bene che li avete le più grandi avversarie come ad esempio la brambrilla e la Prestigiacomo.
Vi posto qualcosina sulla Prestigiacomo….. tanto per farvi capire a chi state chiedendo l’eAssistiamo in queste ore alle inconsulte esternazioni che la Ministra Prestigiacomo affida al suo odio per la caccia. Silente sino ad oggi, un improvviso risveglio anticaccia le restituisce il dono della parola. Ma la parola a volte ha conseguenze inaspettate.
Sappiamo ormai per certo che a Porta a Porta la Prestigiacomo ha detto: ”C’è stato un blitz perché avevamo concordato il testo dell’emendamento discusso poi di notte” e, aggiunge, ”con un colpo di mano si e’ modificato il testo producendone uno con un significato opposto, ed e’ stato fatto in malafede”.
Che cosa??? E che fine ha fatto il sistema del bicameralismo perfetto e il divieto di ingerenza nell’operato delle Camere da parte del Governo o di un suo membro, che in questo caso non è neppure competente in materia.
Queste dichiarazioni che rivelano la volontà di anteporre accordi del tutto incostituzionali al libero e autonomo legiferare di ogni Camera sono di una gravità inaudita che non possono rimanere impunite. Caccia Ambiente nei prossimi giorni valuterà con i suoi legali la possibilità di muoversi in tal senso.
Ma le vicende di questi giorni rimangono comunque confuse e tutto ciò accade quando il Ministro più titolato a parlare, il clandestino Zaia, assiste inerme, forse perché toppo occupato dalla sua candidatura in Veneto, che a questo punto auspichiamo abbia successo.
Tempo fa Stefania Prestigiacomo dichiarava testualmente: “ I cacciatori, per la conoscenza che hanno del territorio e delle specie animali, sono d’aiuto in diversi passaggi della gestione faunistico-venatoria…….Non avremo pregiudizi nei confronti del mondo venatorio…”.
Ma perché questa improvvisa avversità della bionda siciliana, lanciata su tutte le testate, viene fuori proprio ora? Facciamo un passo indietro.
Appena insidiatasi al Ministero dell’Ambiente, la bella Stefania dichiarava guerra ai Parchi che sono “poltronifici per politici trombati” secondo la sua elegante definizione.
Chi meglio di noi cacciatori può apprezzare tali parole ma la Ministra ha un vizietto: predica bene e razzola male.
Si scopre infatti che il Presidente del parco nazionale dell’Abruzzo è Arturo Diaconale. Un giornalista che mai, nella sua carriera, si era occupato di vicende ambientali e che, anzi, si era messo in mostra dalle colonne del quotidiano L’Opinione che si pone ostinatamente conto il centrosinistra e dice tutto il bene possibile di Berlusconi. Diaconale, alle scorse elezioni, si era candidato segretario del Partito Liberale Italiano con l’obiettivo di farlo confluire nel PdL, non riusci però a fasi eleggere, ma lo sforzo fu apprezzato molto perché, tempo una settimana, la Prestigiacomo lo nominò commissario straordinario del Parco. Trombato e risistemato! Brava Stefania!
La nostra Ministra è molto attenta a tenersi fuori dai guai a cui siamo abituati dai politici Italiani, ma non sempre ci riesce.
Dopo pochi mesi dalle elezioni ahilei la Ministra Prestigiacomo fu indagata dalla procura di Roma per l’ipotesi di reato di peculato in relazione a presunti acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile fatti utilizzando una carta di credito del dicastero della quale è titolare.
Ma nessuna paura. Assolta? No, Fascicolo archiviato!!!
Il tribunale dei Ministri, valutati i fatti, ha archiviato il procedimento per peculato nei confronti del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Siamo contenti che sia uscita incolume dalla infamante accusa; certo è come se un Tribunale formato dai giocatori della Juve assolvesse Luciano Moggi, ma va bene così. C’è di più:…..
Tempo addietro la bella Stefania ebbe a dire “combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi” Pare che l’ex ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare in merito. Ma per realizzarle non deve andare lontano. Sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda di famiglia.
Stefania Prestigiacomo continua a mantenere il 21,5 % del capitale sociale della Fincoe srl, azienda di Casalecchio sul Reno (Bologna), con interessi nel ramo della plastica. Soci della Fincoe sono anche la sorella e il padre, insieme detengono la maggioranza della holding, i cui interessi sono concentrati soprattutto in Sicilia. La società ha in portafoglio il 99 % della Coemi spa, società che opera nel petrolchimico a Priolo Gargallo (SR) dove vi è la famosa riserva naturale infettata dai rifiuti chimici oggetto di attenzione e di denuncia da parte del Partito Caccia Ambiente. A sua volta la Coemi controlla, attraverso una quota pari al 59,1 %, la Vetroresina engineering development (Ved), sempre a Priolo. Il 22,5 % della Ved risultava poi di proprietà del gruppo Sarplast spa, il cui 6,29 % è riconducibile a Giuseppe Prestigiacomo (papà di Stefania). La Sarplast è fallita nel 1997: nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti. Alcuni operai ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. La procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la Polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni, tra cui pendenze col fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni.
Ma Siracusa oltre ad essere la patria di questa grande famiglia di imprenditori dedicati più alla politica che ad altro, è anche una città straordinaria che può vantare invidiabili record in materia di ambiente. Nelle graduatorie delle 103 province italiane è al 73 esimo posto per percentuale di veicoli inquinanti, al 96 esimo per presenza di spazi verdi urbani, al 103 esimo (cioè, all’ultimo) per quantità di raccolta differenziata. Il suo record più bello però è il numero di giorni in cui vengono superati i limiti di emissione di polveri sottili: succede 282 giorni all’anno. Di particolare pregio, a 15 minuti di auto anche il polo industriale di Augusta-Priolo, il secondo polo inquinante d’Italia, dove si raffina il 25% del petrolio distribuito in Italia e la quota di tumori e malformazioni neoantali è la più alta d’Italia. Lì operano l’Eni, la Erg e anche la Vetroresina engineering development (Ved), della famiglia Prestigiacomo, l’amministratore è sempre papà Giuseppe e tra gli azionisti principali c’è anche la nostra brava, bella e intelligente Ministro.
Immaginate ogni anno la migrazione degli anatidi in quella zona ricca di pantani e pivieri cosa può potare nei propri polmoni; e poi siamo noi cacciatori il problema per la diminuzione delle specie acquatiche, ma và ………
Palese quindi, da quanto appena esposto, che la Prestigicomo è donna parecchio impegnata che ha trovato tuttavia il tempo per fare anche un’incredibile scoperta: mentre passeggiava per caso per le vie della sua adorata città: a Siracusa, proprio davanti all’isola di Ortigia, vicino al centro, accanto alla zona patrimonio dell’Unesco, ha notato che è stato costruito più di 10 anni fa un autentico ecomostro di cemento: il parcheggio Talete. La operosa ministro, innamorata dell’ambiente e di Siracusa, ha recentemente definito il parcheggio un “ecomostro che offende Ortigia, ma soprattutto un’opera eminentemente inutile” e ne ha proposto l’eliminazione per poter “definire un riassetto armonico di tutta l’area”. Curiosamente pochi giorni dopo la Port Royal srl, una società nell’orbita del gruppo Caltagirone, che da tempo propone per Siracusa la costruzione di un magnifico porto turistico, è tornata alla carica per collocare la struttura più o meno in quell’area. Sul progetto, che ha una storia quasi ventennale, si sono già addensati sospetti di diverse operazioni in odore di speculazione edilizia, e in città molti dicono che vari edifici fatiscenti nelle adiacenze dell’area siano stati comprati dal notaio Angelo Bellucci, marito della ministro Prestigiacomo. A voi …..
Ma questa sono maldicenze! I fatti parlano chiaro: l’ambiente è una delle priorità di Stefania.che ha voluto lanciare proprio da Siracusa, in occasione del G8 sull’ambiente, le sue grandi idee in materia di sviluppo sostenibile.
Perché l’ambiente non è solo la vecchia superata concezione di tutela del paesaggio, di lotta al degrado. L’ambiente, se si vuole, può essere anche un ottimo affare. Un affare di famiglia!!!!!!!
Adesso possiamo dare una risposta alla nostra domanda iniziale:
Ma perché questa improvvisa avversità conto la caccia, lanciata su tutte le testate, viene fuori proprio ora?
Sveglia! Ci sono le elezioni e anche lei deve fare la sua parte. Cosa c’è di meglio di una pretestuosa avversità all’attività venatoria per sviare l’attenzione degli ambientalisti tradizionali, altrimenti troppo attenti agli affari di famiglia, al problema parchi e alle inchieste su Moggi !?!?
Partito Politico Caccia Ambiente
Direzione Nazionalelemosina:
Se volete cara dirigenza possiamo andare avanti, ma credo che il succo del discorso sia ben chiaro. Credo sia giunto il momento di avere il coraggio di tirare fuori la testa dalla sabbia e tornare a parlare con la base dei cacciatori ( basterebbe sentire i presidenti di circolo) e con loro ritornare con le bttaglie che hanno fatto grande la nostra associazione. La liberacaccia APPUNTO!
domani sera lunedi’15 alle 23.15 circa a porta a porta dibattito sulla caccia con televoto.avvertire piu’ cacciatori e simpatizzanti per votare a nostro favore.
Per Peppe e Gianni credo di essere d’accordo con voi. Sapete è il momento critico che porta a veder nero. Ce ne fossero di peppe e gianni. Ci vediamo alla manifestazione.
Per curiosità ma il fantomatico circolo rosa che fine ha fatto? Non leggo nessuna considerazione……….
La cosa più emblematica di questo dibattito, peraltro molto interessante, mi pare il sondaggio citato del 86% e “bevuto” come verità assoluta ed inconfutabile. Già questo la dice lunga! Nel merito della questione: come è possibile che non si comprenda che se si ha ha cuore il bene della caccia, se si deve fare una lotta dura, ferma, molto impegnativa e che si presume anche lunga, in quanto è prima di tutto una battaglia di opinione, si debbano mettere da parte le ambizioni di primariato e si deve lottare il più possibile uniti. Meglio, si potrà anche lottare da soli ma questo solo dopo un serrato ed improduttivo confronto con tutti i sindacati dei cacciatori e con un serio dibattito sulla migliore strategia da seguire. Non pare che ciò sia avvenuto in questa occasione. Anzi!! Quelle che oggi appaiono invece come ambizioni di primariato di qualcuno hanno portato al risultato di creare confusione fra i cacciatori, di far sorridere i nostri avversari, di spaccare ancora di più il mondo venatorio. Complimenti davvero!!!! E questi sarebbero rappresentanti dei cacciatori?? Il dibattito è invece utile proprio per scegliere, possibilmente insieme, la strategia da seguire e poi praticarla uniti (almeno quelli che la condividono). Quanto sta succedendo appare invece solo come il vecchio film, troppe volte visto, della caccia alla tessera. Se fosse così per la nostra categoria non ci sarebbe davvero speranza!
Saluti cordiali,
Giancarlo Gasparini presidente regionale A.N.L.C. Marche
Carissimo amico, forse ti è sfuggito qualche passaggio tra tutti i post. La manifestazione è un qualcosa che parte dalla base dei cacciatori che oggi grazie alla piattaforma internet riescono a essere maggiormente informati e ad interagire direttamente senza passaggi a terze persone che filtrano ciò che vogliono. Il risultato dell’86% non è un qualcosa che è stato fatto bere a 4 gonzi creduloni ma è frutto di una libera espressione su un sito che è di pubblico dominio dove chiunque può andare e votare. Potresti farlo anche tu in qualsiasi momento.
La verità carissimo amico e che anche liberacaccia si è tirata fuori dalla mischia lasciando isolati molti dei propei tesserati che non condividono la decisione della dirigenza e che manifesteranno ugualmente a Roma.
Cordialmente Curcurù Giuseppe ( Velletri- Roma )
LA MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DELLE MODIFICHE ALLA LEGGE 157 E’ CONFERMATA A ROMA PER IL 9 MARZO 2010 CON PUNTO DI PARTENZA DEL CORTEO DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA ALLE ORA 10.00. IL CORTEO SI DISLOCHERà PER LE VIE PRINCIPALI CON ARRIVO PREVISTO ALL’ALTARE DELLA PATRIA.
PER INFORMAZIONI E LOCANDINE DA DIVULGARE http://WWW.CONFAVI.IT
Appunto Giuseppe, l’86% dei frequentatori di quel sito non certo dei cacciatori italiani. Può essere questo un dato statistico attendibile? Si può parlare di base dei cacciatori? Ovvia!! Non servono commenti!! Comunque la strategia appare sbagliata in quanto solo l’unione (a parte gli irrecuperabili,ovvero quelii che sono ideologicante contro…..e sappiamo di chi si parla) fa la forza. Se poi alla Camera il disegno di legge in questione non passasse, allora la strategia l’avranno sbagliata le Associazioni aderenti a Face Italia. Per ora appare verosimile il contrario; ripeto è un film già troppe volte visto nel mondo venatorio italiano per non dubitare e preoccuparsi.
Cordialità,
Gasparini
Mi permetto di fare un appunto all’amico Gasparini:per quanto riguarda la manifestazione di Roma ,ci saranno cacciatori di ogni appartenenza associativa …fidc ,arcicaccia,anuu,italcaccia e anlc e sa’ quale sara’ la forza che ci unira’?la consapevolezza che rappresenteremo la base e non la dirigenza …se poi non otterremo nulla peccato,potremo pero’ dire che noi c’eravamo e ci abbiamo messo il cuore e la faccia .Quando poi la dirigenza fara’ la sua manifestazione ho idea che le tessere in circola zione nelle vostre tasche saranno decisamente poche.cordiali saluti .
GASPARINI MI PERMETTA UN ULTIMA CONSIDERAZIONE.LEI DICE CHE CHI SCRIVE SU QUESTO SITO NON RAPPRESENTA LA BASE DEI CACCIATORI…LE POSSO GARANTIRE CHE,ALMENO DALLE MIE PARTI QUELLO CHE SCRIVO IO E UN ALTRO PAIO DI AMICI E’ ESATTAMENTE IL PENSIERO DELLA BASE CHE PREFERISCE ANDARE A CACCIA PIUTTOSTO CHE SCALDARE DELLE POLTRONE…UN SALUTO.
Ruffo, mi permetta di sorridere….sull’andare a caccia e scaldare le poltrone, come sorrideranno quelli che mi conoscono. A casa ho sette cani da caccia che utilizziamo io e mio figlio tutti i momenti liberi; faccio indistintamente tutte le cacce che il tempo mi permette di fare (dall’allodola alla lepre), l’unica caccia che non pratico è quella al cinghiale. Altro che scaldare le poltrone!! Io come tanti altri dirigenti ANLC siamo in questa Associazione solo ed esclusivamente perchè a caccia ci andiamo davvero e non a polli di allevamento in riserva!! Non abbiamo bisogno di poltrone nè di tessere di chi non si fida. Stia tranquillo continueremo però a batterci con tutte le nostre forze per una caccia seria, moderna e compatibile; lo faremo certo per tutti ma in primo luogo per noi.
Saluti cordiali
Gasparini
Ruffo, una mia ultima considerazione, anche se credo superflua: il sospetto che la vicenda della manifestazione sia quello che io chiamo un film già visto lo conferma proprio il suo atteggiamento e quello di altri autodefinitisi su questo blog soci ANLC o presidenti di circolo che per una divergenza di opinione sull’opportunità o meno della manifestazione stessa, anzichè dibattere anche fermamente ma serenamente, minacciano di lasciare subito l’Associazione dimostrando così di dimenticare la storia e la politica venatoria della Liberacaccia. Questo atteggiamento è quello che cercano da sempre i cacciatori di tessere.
E da sempre le iniziative individuali o quasi, nel nostro mondo, sono state fatte per la caccia alle tessere. La modifica della 157 è troppo importante per lasciarla alle iniziative estemporanee di pochi. Fate pure la vostra manifestazione, spero che sia un successo ovviamente ma se dovesse pregiudicare il futuro prossimo, sarebbe un errore imperdonabile.
Di nuovo saluti,
Gasparini
rissimi amici e cacciatori volevo segnalare che stasera ore 23.15 sul programma porta aporta RAI1 ci sarà un dibattito sulla caccia con annesso televoto per favorevoli o contrari,facciamola una telefonata cosi’ sti burocrati sanno che ci siamo. Forse un giorno potremmo cambiare qualcosa! Un saluto a tutti……….
buon giorno cari amici, dopo quello che si e detto ieri al progamma porta a porta, penso che sia veramente difficile dare un giudizio positivo. a prescidere di chi ci a rapresentati,adesso basta, dobbiamo aggire al piu’ presto,finche’ se ne parli e sempre positivo o nel bene o nel male.dobbiamo unire tutte le nostre forze a partire dalle nostre associazzioni, perche’ fino a quando sono divise, non otteremo mai nulla .noi non siamo assassini ho distruttori, noi siamo i primi a tutelare lambiente ne va dei nostri interessi, qui’ non si combatte piu’ contro gli ambientalisti ma contro lopinione publica
sono stato diplomatico vero, ma se devo essere sincero sono veramente ingazzato,adesso basta con questi ambientalisti, o verdi, ci vorebbero tutti come loro, froci, bugiardi ,pederasti, ma non lavranno vinta qusta e una sfida. vi giuro cari amici il mio desiderio piu’ grande e qullo di poter fare una chiusura di caccia e cacciare propio loro sarebbe il massimo
A.N.L.C. Toscana aderisce ufficialmente alla manifestazione del 9 marzo a Roma!
bravo luca, era ora che qualcuno si cominciasse a muovere della nostra associazione, spero che le altre regioni si aggiungano alla vostra mobilitazione, buon lavoro e complimenti di aver sentito per una volta la nostra base.
Il merito non è mio, che sono nel Lazio, ma di Alessandro Fulcheris e di tutte le articolazioni toscane dell’A.N.L.C. che hanno preso questa decisione all’unanimità.
sciretti roberto adetto stampa della sezzione comunale A.N.L.C di foggia comunica l’adesione ufficiale in accordo con il presidente TIENE PASQUALE alla manifestazione del 9 marzo a roma.
tutti uniti per un solo obiettivo.