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Ott
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Nota del Presidente

5 Ottobre 2017 (13:34) in Dal Presidente | Stampa Stampa

L’amministratore del sito ha giustamente rimosso il commento di un animalista, pubblicato ieri, perché di contenuto offensivo e intollerabile.
Vorrei semplicemente far notare al “coraggioso” anticaccia che il nostro, a differenza di tanti siti anticaccia, è un sito libero, tanto che anche gli imbecilli come lui possono lasciare commenti offensivi e imbecilli.
Ed è il sito di un’Associazione nazionale riconosciuta, formata da quasi centomila cittadini italiani, uomini e donne: operai, pensionati, medici, avvocati, ingegneri, artisti, veterinari, studenti, sportivi, donne di casa. E anche disoccupati, purtroppo.
Ma oltre la sana e naturale– e sottolineo sana e naturale – passione per la caccia ci sono altre cose che accomunano i nostri soci: sono tutte persone “libere”, oneste, dalla fedina penale immacolata, non dedite all’uso di droghe o alcolici, in buona salute psico-fisica e con una vita sociale assolutamente esemplare.
Siccome nessuno ha obbligato il commentatore a visitare il nostro sito, lo preghiamo di evitarsi e di evitarci il fastidio di fare ulteriori incontri, ricordandogli che se c’è in giro un demente, questo, forse, è proprio lui.
Però, se è davvero in buona fede, lo sconosciuto “Riccardo” ci dica chi è e così, magari ci prendiamo un buon caffè insieme e facciamo due chiacchiere per conoscerci meglio.

Il presidente
Paolo Sparvoli

Set
16

Senza alcun pudore

16 Settembre 2017 (18:21) in Dal Presidente | Stampa Stampa

Ormai politici e amministratori, pur di compiacere l’opinione pubblica, non solo calpestano i diritti dei cittadini cacciatori, ma non si curano nemmeno di dichiarare apertamente e senza mezzi termini la loro assoluta incapacità a governare.

Infatti la nota congiunta del presidente Luciano D’Alfonso e del suo assessore alla caccia Dino Pepe è la confessione di chi, in tre anni, non ha saputo predisporre un decente piano faunistico in grado di offrire certezze e di mettere al riparo i cacciatori abruzzesi dall’ennesima beffa e dall’immancabile ricorso al Tar di questa o quella associazione anticaccia.

“L’Ispra – affermano con un candore spudorato i due autorevoli esponenti della politica regionale – ha consentito la pre-apertura a settembre solo a quelle regioni che hanno una adeguata conoscenza delle popolazioni faunistiche oggetto di caccia, ovvero una programmazione faunistico-venatoria aggiornata e adeguata alle nuove esigenze dettate dalla comunità europea”.

In queste quattro righe c’è tutta l’incapacità di questi politici a fare il loro mestiere; tanto poi a pagare sono e saranno sempre solo i cacciatori per i quali – altra beffa – non è previsto nemmeno un simbolico rimborso percentuale delle tasse pagate per una stagione venatorria sempre più monca, incerta e restrittiva.

Nel dicembre del 2016, ci informano trionfanti i due politici, è stato avviato il processo di redazione del nuovo piano, il che vuol dire, visti i tempi di lavoro che ben conosciamo, che passerà anche la prossima stagione prima che i cacciatori abruzzesi possano sentirsi un po’ più uguali ai loro colleghi delle regioni confinanti e di quasi tutte le regioni italiane. Compresa la Calabria dove la Libera Caccia ha ottenuto uno straordinario successo visto che il nostro ricorso è stato giustamente accolto e la stagione prenderà avvio normalmente il 17 settembre.

La ciliegina sulla torta di questa nota congiunta è però rappresentata dalla assurda affermazione di presidente e assessore riguardo alla forma di caccia unica che non ci risulta sia prevista da nessun’altra normativa regionale.

I cacciatori italiani – ci permettiamo di ricordare ai due illuminati politici – sono abilitati da un esame molto severo a praticare ogni forma di caccia: dalla migratoria alla stanziale, fino alla caccia ai grandi ungulati. Il fatto che molti cacciatori abbiano poi seguito ulteriori corsi di preparazione e formazione per forme di caccia sempre più specialistiche, è solo la dimostrazione evidente di una volontà di essere sempre più preparati e responsabili sia dal punto di vista faunistico che per quanto riguarda gli aspetti tecnici e balistici.

Evidentemente, però, questa responsabilità e questa volontà di ulteriore preparazione non solo non è apprezzata ma forse non è nemmeno conosciuta da chi ha il dovere di amministrare equamente con giustizia e tutti i cittadini (anche i cacciatori).

E questo, se possibile, oltre che molto triste è anche peggio.

Roma 16 settembre 2017

Il Presidente
Paolo Sparvoli

Set
6

Risposta del Presidente Sparvoli a Sergio Sorrentino

6 Settembre 2017 (11:03) in Dal Presidente | Stampa Stampa

Lo scorso 31 agosto è giunta al Presidente Paolo Sparvoli una lettera scritta da Sergio Sorrentino e indirizzata a tutte le Associazioni Venatorie.
Pubblichiamo il testo della lettera e, di seguito, la risposta inviata dal Presidente Sparvoli.

LETTERA DI SERGIO SORRENTINO: TESTO COMPLETO

RISPOSTA DEL PRESIDENTE PAOLO SPARVOLI:

Lettera aperta al presidente Sorrentino

Che strana che è la politica. O almeno certa politica, soprattutto se venatoria.
Ho appena ricevuto, come tutti gli altri miei omologhi presidenti delle associazioni venatorie, una lettera firmata dal presidente dell’Arcicaccia Sergio Sorrentino il quale, anche se in apparenza sembra rivolgersi quasi esclusivamente alla Federcaccia, in ultima analisi contiene un accorato appello all’unità del mondo venatorio.
Non nascondo che la missiva mi ha sorpreso molto e cercherò di spiegare i motivi di questo stupore.
Tanto per essere chiari, mi piacerebbe sapere cosa è riuscita a costruire, in questi lunghi anni che si potrebbero definire “postfermarelliani”, la consorella legata a triplo filo non solo all’apparato politico della sinistra governativa (le sigle che si sono alternate negli anni sono così tante che è una fatica immane ricordarle tutte) ma anche ad una certa frangia dell’ambientalismo italiano che risponde al nome di Legambiente.
Così, dopo aver contribuito a creare, e a distruggere, l’esperienza Unavi, l’Arcicaccia ha iniziato un lungo periodo di volontario isolamento durante il quale è andata a braccetto con Legambiente fino al punto da boicottare l’importantissima conferenza di Venezia che aveva il solo peccato originale di essere stata convocata da Alemanno, a quel tempo ministro dell’Agricoltura.
Poi è stata la volta di Face Italia ai cui lavori, che sono stati preziosi ma molto faticosi e dispendiosi (campagne pubblicitarie, indagini demoscopiche e studi universitari) l’Arcicaccia si è ben guardata dal partecipare, restando ai margini ma prontissima a cogliere i frutti di tale impegno.
Ma non è bastato. Un bel giorno Arcicaccia ha deciso di rientrare in Face Italia imponendo però il dazio di una alleanza improbabile e anzi suicida con Legambiente.
Ovviamente tale dazio, accettato con entusiasmo da Federcaccia, Anuu e Enalcaccia, per noi era e continua ad essere assolutamente insostenibile tanto che, con estrema anche se dolorosa coerenza, il ritorno di Arcicaccia in Face Italia, a braccetto con gli eterni nemici di Legambiente, ha segnato la nostra immediata e irrevocabile uscita dal coordinamento.
Poi c’è stato, come dice l’amico Sorrentino, un susseguirsi di esperienze, più o meno autorevoli e rappresentative – dalla CCT alla Fenaveri – che però sono tutte inesorabilmente naufragate sommerse dalle solite lotte intestine e dal desiderio di prevaricare e soffocare le specificità delle varie associazioni venatorie.
Ora, con questa missiva dai contenuti e dai toni difficilmente condivisibili, viste le esperienze di questi ulti anni, l’Arcicaccia torna a sollecitare una specie di unione sottolineando perfino le presunte difficoltà della FIDASC a rappresentare le armi sportive da caccia come se tali difficoltà dipendessero davvero dalla gestione e non da una generica avversione dell’opinione pubblica nei confronti della parola “caccia”.
Peraltro, tale richiamo risulta ancora più incomprensibile se si esamina proprio l’arrogante scalata ai vertici della FIDASC compiuta proprio da Arcicaccia e da Federcaccia che hanno monopolizzato totalmente la gestione della Federazione emarginando completamente le altre Associazioni.
Per quanto sopra ricordato, la lettera dell’amico Sorrentino viene considerata quasi irricevibile dalla Libera Caccia che, non solo non è per niente in “stallo” come afferma il presidente di Arcicaccia, ma è in continua e costante crescita a livello di rappresentatività e proprio per le sue incessanti e coraggiose battaglie di natura sindacale e non certo politica.
Comunque la Libera Caccia è e resta completamente disponibile ad analizzare con pragmatismo le difficoltà della caccia in Italia per individuare percorsi condivisibili da intraprendere in maniera unitaria, ma pone una condizione assoluta e irrinunciabile: il disconoscimento ufficiale, da parte delle associazioni che l’hanno sottoscritto, dell’accordo stipulato con Legambiente che si è dimostrato e si sta dimostrando anche in questi giorni assolutamente sconsiderato e suicida.
Solo a questa condizione l’Anlc, che non è un’associazione di estremisti ma un vero e proprio sindacato dei cacciatori è disposta a riprendere immediatamente ogni dialogo e collaborazione con le consorelle per lavorare con spirito costruttivo alla difesa del mondo venatorio senza pregiudiziali di natura politica e, soprattutto, senza alcun egemonismo da parte di nessuno.
E senza parlare di fusioni.

Il Presidente
Paolo Sparvoli
 

Ago
30

IN BOCCA AL LUPO

30 Agosto 2017 (09:15) in Dal Presidente | Stampa Stampa

Ci siamo. Finalmente ci siamo!
Dopo mesi trascorsi a ricordare la stagione (e le stagioni passate) e a immaginare e sognare quella nuova, il momento tanto atteso è finalmente arrivato ed ora la passione può trasformarsi in vera e responsabile attività venatoria.
Ecco, l’augurio più forte e sincero che posso fare a tutti i cacciatori è proprio quello di riuscire a svolgere un’attività veramente serena, nel rispetto rigoroso delle leggi eterne della natura che ci hanno insegnato i nostri maestri, i nostri padri e i nostri nonni, ma anche nel rispetto delle regole dello stato e delle regioni in cui ciascuno vive e opera.
Auguro a tutti di trascorrere una meritata stagione venatoria in serenità e in compagnia dei familiari e degli amici più veri, auspicando con tutto il cuore che ogni cacciatore, nella custodia, nel trasporto e nell’uso delle armi metta in pratica tutti quei comportamenti di grande consapevolezza e responsabilità indispensabili per non trasformare una giornata di gioia in una esperienza traumatica.
La caccia è un momento di grande intimità con se stessi, con i propri cani e con la natura: viviamolo senza eccessi e con il massimo rispetto per tutti. Anche per noi stessi.

In bocca al lupo

30 agosto 2017

IL PRESIDENTE
Paolo Sparvoli

Ago
18

Chiarezza sulla politica venatoria della Anlc

18 Agosto 2017 (22:04) in Dal Presidente | Stampa Stampa

Come tutti gli anni ormai, assistiamo ai soliti piagnistei degli animalisti i quali, o per un motivo o per l’altro invocano l’annullamento delle preaperture o addirittura la chiusura della caccia adducendo i motivi più svariati e spesso anche più fantasiosi.
Stavolta, l’offensiva anticaccia si è fatta ancora più massiccia grazie all’intervento congiunto di WWF da una parte, che ha impugnato il calendario della Calabria, e varie sigle, partiti e movimenti politici che con la scusa degli incendi e della siccità sono tornati all’attacco ciedendo la revoca delle misere preaperture previste dai calendari venatori.
Il colmo del ridicolo si è raggiunto in Lombardia dove il quotidiano “La Provincia Pavese” ha cercato di far credere ai suoi lettori che che la Libera Caccia fosse favorevole alla sospensione della immisione di volatili a scopo di ripopolamento e ad un rinvio dell’apertura della stagione venatoria.
Il giornalista Sandro Barberis, autore di un simile “articolo-trappola”, si è giustificato dicendo che tale presunta posizione gli sarebbe stata riportata nientemeno che da un autorevole esponente di Legambiente come Gianfranco Bernardinello.
Il cronista, ovviamente è stato immediatamente diffidato dal sottoscritto a pubblicare una smentita ufficiale che è apparsa nell’edizione del 17 agosto ma che non ci soddisfa assolutamente e non ripara il grave danno di immagine procurato all’Associazione e alla sua chiara e coerente politica venatoria.
In attesa di esaminare con i propri avvocati l’eventualità di adire le vie legali, la Libera Caccia ricorda ai propri associati e a tutti i cacciatori italiani che:
- L’Associazione Nazionale Libera Caccia mai e poi mai ha avuto e avrà a che fare con Legambiente e i suoi portavoce. Un’associazione che ogni giorno si prodiga per la riduzione dell’attività venatoria non potrà mai essere partner della Libera Caccia, ancor più alla luce di queste ultime affermazioni. L’Anlc si è sempre contraddistinta per una chiara e netta presa di posizione verso politiche venatorie atte a migliorare la caccia in Italia e sicuramente non rientra nel nostro Dna la riduzione di tempi e specie cacciabili soprattutto per motivi come la siccità e l’aviaria che spesso sono ingigantiti o “creati” ad arte.
- Sospendere la preapertura alle specie cosiddette “estatine” rappresenta un’assurdità che non può essere uscita dalla bocca di alcun dirigente della Libera Caccia. Per estatini si intende quei volatili che provengo dal continente africano e quindi migratori transahariani. Detto questo, tortora e quaglia sono abituati a climi particolarmente secchi e siccitosi e l’approvigionamento dell’acqua è sicuramente l’ultimo dei loro problemi.
- Corvidi e gazze rappresentano probabilmente le specie con il più alto incremento demografico degli ultimi decenni. Già solo questa motivazione può far capire quanto una estate particolarmente calda e siccitosa rappresenta un “non” problema per queste specie che, oltre a creare numerosi danni ai piccoli passeracei distruggendo uova e nidiacei, riescono a trovare comunque le risorse idriche per affrontare queste condizioni particolari e rappresentano forse il più grande e concreto pericolo per la conservazione della biodiversità.
- La problematica dell’influenza aviaria, è bene ricordarlo, nasce esclusivamente dagli allevamenti di tipo intensivo destinati al consumo umano. Giova anche ricordare che le Regioni, le Province e le Associazioni Venatorie che si avvalgono di selvatici di allevamento per le immissioni ricorrono ad allevamenti in cui la certificazione di buona salute è competenza delle ASL locali. Prima dell’immissione ogni capo è sottoposto a controllo veterinario e quindi giudicato sano dalle competenti ASL che producono regolare certificato medico.
- Per quanto concerne l’uso dei richiami vivi, a seguito del ritrovamento di un piccolo focolaio di influenza aviaria in uno specchio lacustre di piccole dimensioni il Ministero ha deciso per un momentaneo stop alla reintroduzione dei richiami vivi per la caccia alle anatre. La competente Asl sta monitorando il caso e sta effettuando tutte le analisi del caso. Se tutto dovesse risolversi per il verso giusto siamo fiduciosi che per la metà di settembre il Ministero emanerà il decreto per il riutilizzo dei richiami vivi.
Quelle sopra riportate sono le linee guida ufficiali dell’Associazione Nazionale Libera Caccia la quale, mentre rigetta con sdegno quanto scritto nell’articolo del giornale “La Provincia Paese”, ribadisce con estrema fermezza che le eventuali prese di posizione di alcune realtà locali che non dovessero essere in linea con le direttive nazionali sono solo delle esternazioni di carattere personale e non possono in alcun modo essere considerate rappresentative della volontà e della politica venatoria dell’Associazione.

Il presidente
Paolo Sparvoli

Testo completo

Ago
15

TG2, il mestiere di fare disinformazione

15 Agosto 2017 (12:56) in Dal Presidente | Stampa Stampa

Ci risiamo! Sembrava quasi che stavolta avessero finalmente smesso di considerare i cacciatori fra i principali autori degli incendi, invece no. La testata del TG2, ben nota per il suo ostinato atteggiamento animalista e anticaccia, ha mandato in onda (8/8, edizione delle 13) un disgustoso servizio nel quale un “eroico” e “informatissimo” giornalista affermava che «I cacciatori, con la scusa di scacciare la selvaggina, non si fanno scrupoli e danno fuoco ai boschi».
Come si vede non sono solo le madri degli imbecilli ad essere sempre gravide. Anche quelle degli scribacchini non sono da meno e partoriscono dei professionisti che qualsiasi direttore serio si affretterebbe a cacciare a calci nel sedere.

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